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Una nuova certificazione premia i parchi solari che tutelano la fauna selvatica

Foto: Micha Sager / Unsplash

Un sistema di certificazione incoraggia gli sviluppatori di impianti fotovoltaici a creare habitat per la fauna accanto alla produzione di energia pulita. L'obiettivo è coniugare transizione energetica e biodiversità.

Nel Regno Unito due parchi solari hanno ottenuto una certificazione che riconosce non solo l'energia pulita che producono, ma anche il modo in cui gestiscono il territorio e favoriscono la fauna selvatica. Il sistema è stato creato da Wild Power, organizzazione nata nel 2022, e valuta gli impianti rinnovabili in base a criteri di biodiversità. L'ultimo sito certificato, in ordine di tempo, è Dunmow, un parco da 10 megawatt nell'Essex, che ha ricevuto il riconoscimento a settembre.

Una pagella per la natura

Wild Power ha messo a punto uno strumento gratuito, una scheda di valutazione che gli sviluppatori possono scaricare per misurare, migliorare e comunicare il proprio impatto sulla biodiversità. Il punteggio tiene conto di habitat, specie, connettività ecologica, monitoraggio e gestione del sito. Iniziative come la creazione di corridoi habitat, la tutela di specie protette e il contenimento delle piante invasive contribuiscono al risultato. Chi raggiunge almeno 70 punti può richiedere la certificazione, che offre una verifica indipendente delle misure adottate. Per ora sono soltanto due i parchi solari britannici ad aver ottenuto il sigillo.

Il direttore di Wild Power, Joe Arafa, paragona il marchio a un bollino del commercio equo, applicato però all'energia pulita: «Affrontiamo sia la crisi climatica sia quella della natura. Un parco solare ben gestito può contribuire a risolvere entrambe». L'idea è nata da un viaggio del cofondatore James Atkins nel nord della Spagna, dove vide un impianto su un pendio con animali al pascolo tra i pannelli e insetti tra i fiori selvatici. Da lì la convinzione che quell'elettricità fosse diversa, perché la terra che la produceva era anche un rifugio per la natura. I fondatori avevano inizialmente pensato di realizzare propri impianti, poi, dopo aver consultato ecologi, hanno scelto la strada della certificazione.

Il caso di Dunmow

Il parco di Dunmow è co-proprietario di Thrive Renewables e della società di cashback TopCashback, attraverso la joint venture Fair Play Clean Energy. L'ecologo Guy Parker, di Wychwood Biodiversity, ha affiancato Thrive nella realizzazione degli interventi: sono stati piantati prati ricchi di specie e nuove aree di fiori selvatici, colmate le lacune di siepi trascurate, installate cassette per uccelli e pipistrelli sugli alberi di confine e ripulita la vegetazione invasiva in un'area vicina frequentata dalle allodole. Secondo le proiezioni, le misure dovrebbero portare a un aumento del 65% delle unità di biodiversità degli habitat e del 19% di quelle delle siepi.

Parker descrive la trasformazione: da un campo arabile piuttosto uniforme, lavorato dai trattori due volte l'anno, a un prato più ospitale, con elementi di habitat interessanti per la fauna. Nei prossimi anni si aspetta un aumento consistente di invertebrati e impollinatori tra fiori e graminacee, e più uccelli e mammiferi provenienti dall'esterno che useranno il sito per nutrirsi. Racconta anche di una passeggiata estiva nell'area delle allodole, piena di agrimonia, una spiga gialla di fiore simile a piccoli fuochi d'artificio, con farfalle che si muovevano tra le piante e silvie che saltellavano tra la boscaglia.

Un quadro normativo in movimento

Il contesto britannico spinge in questa direzione. Con l'Environment Act 2021, la maggior parte dei nuovi sviluppi in Inghilterra deve garantire un guadagno netto di biodiversità di almeno il 10%; dal novembre 2026 il requisito si estenderà anche alle infrastrutture di rilevanza nazionale, compresi i grandi parchi solari. A Dunmow le misure di Thrive puntano a un miglioramento molto più ampio della soglia minima. Il Regno Unito aveva circa 23,2 gigawatt di capacità solare installata alla fine di agosto 2026, mentre l'ambizione del governo è arrivare a 45-47 gigawatt entro il 2030, includendo gli impianti sui tetti. Con molti altri parchi a terra attesi, lo spazio per migliorare gli habitat accanto alla produzione di energia è considerevole.

Un interesse anche commerciale

La certificazione non serve solo a migliorare le credenziali ambientali. Un sondaggio di Wild Power ha rilevato che il 50% dei clienti del settore rinnovabile sarebbe disposto a pagare un prezzo più alto per elettricità proveniente da un sito con standard di biodiversità comprovati. Per gli sviluppatori esiste dunque anche un possibile incentivo economico a investire nella natura. Parker suggerisce di inserire misure ambiziose fin dalle fasi di pianificazione e costruzione, quando il costo aggiuntivo può essere una frazione minima di progetti da milioni di sterline: bastano poche decine di migliaia di sterline per fare cose notevoli per la fauna. Per i siti già operativi, l'invito è uscire dalla routine di irrorazioni, tagli e riparazioni di recinzioni e chiedersi cosa quel luogo specifico possa offrire.

Perché conta

A Dunmow è ancora presto per trarre bilanci: Thrive ha acquisito il sito solo nel maggio 2025 e alcuni habitat impiegheranno anni a maturare. I benefici previsti non sono ancora del tutto realizzati e serviranno monitoraggi continui, con rilievi ecologici annuali su uccelli nidificanti, impollinatori e specie dei prati, per capire come la fauna risponde. La certificazione, in fondo, verifica le misure adottate, non i risultati finali: la prova vera è se quegli interventi produrranno miglioramenti duraturi.

Louise Daniels, responsabile delle relazioni esterne di Thrive, riassume la prospettiva dell'investitore: «Abbiamo un interesse di lungo periodo in questi siti e vogliamo vederli fiorire». La notizia suggerisce un cambio di sguardo più che un primato: un impianto solare non è solo un'infrastruttura che produce chilowattora, ma un pezzo di paesaggio che può essere gestito con cura per decenni. È un progresso che non fa rumore, fatto di siepi riparate, fiori piantati e cassette per i pipistrelli, e che si misura nella costanza del monitoraggio più che nell'annuncio.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da positive.news.