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Una donna di 99 anni è la wing-walker più anziana del mondo

Foto: Rollz International / Unsplash

Helga, 99 anni, ha ottenuto il Guinness World Records come wing-walker più anziana, camminando sull'ala di un aereo in volo. L'impresa è nata quasi per gioco, dopo che una nipote le ha mostrato un video simile e il personale della sua residenza l'ha incoraggiata a provarci.

Helga Duffy ha 99 anni e da questa settimana è ufficialmente la wing-walker più anziana del mondo. Il Guinness World Records le ha riconosciuto il titolo dopo un volo al Rendcomb Airfield, nel Gloucestershire, in Inghilterra, dove è stata legata alla parte superiore di un piccolo aereo. L'impresa è arrivata circa tre mesi dopo che un'altra donna di 97 anni, Betty Bromage, aveva ottenuto lo stesso primato. Helga ha affrontato il volo nonostante l'artrite e un problema al ginocchio destro, restando in aria per più di cinque minuti con un abbigliamento appositamente realizzato.

Come è nata l'idea

La vicenda non nasce da un progetto studiato a tavolino. È stata la nipote Jackie Rose a vedere i servizi giornalistici dedicati a Betty Bromage e a rendersi conto che l'impresa era possibile anche per sua zia. A quel punto è intervenuto il personale della struttura assistenziale dove Helga vive, che l'ha incoraggiata a provarci. Lei, dal canto suo, non sapeva nemmeno in cosa consistesse esattamente il wing-walking: "Non avevo idea di cosa fosse", ha raccontato parlando della pratica. Da tempo ripeteva che a 99 anni era "l'ultima volta" in cui poteva "fare qualcosa di diverso", e quando ha visto in cosa consisteva ha deciso di tentare.

Cinque minuti a mille metri

Il volo ha richiesto qualche preoccupazione iniziale, legata alle condizioni fisiche e alla difficoltà di salire sull'aereo. Una volta in quota, però, la sensazione è stata di sicurezza: ben legata, Helga ha descritto il momento in cui l'aereo ha completato il giro e ha raggiunto i mille metri. "Ho fatto tre respiri profondi; l'aria lassù è così pura che non ci crederesti", ha detto. E ancora: "Ho pensato tra me e me: 'dai, adesso!'". Il suo commento più curioso riguarda la sensazione provata in volo: "Mi sentivo così bene che ho pensato: è come prendere delle droghe? Sono sicura di sì". Al momento dell'atterraggio ha incontrato Will Munford, giudice ufficiale del Guinness World Records, che le ha consegnato il certificato.

Una festa a terra e una raccolta

Ad attenderla c'era anche la nipote Jackie, che ha raccontato l'atmosfera di quel momento: "Tutti applaudivano. Ho provato tanta ammirazione per lei perché sapevo quanto fosse doloroso per il suo ginocchio". E ha aggiunto una riflessione sul senso della giornata: "È stato bello vedere che l'età è irrilevante. È semplicemente bello vedere qualcuno fare qualcosa che gli piace". Il certificato è ora esposto nella struttura assistenziale, come promemoria del fatto che l'età è solo un numero. L'impresa ha avuto anche un risvolto solidale: Helga ha raccolto oltre 1.600 sterline, circa 2.000 dollari, a favore dell'ente di beneficenza regionale Air Ambulance.

Il testimone e il motto

Betty Bromage, la precedente detentrice del record, si è complimentata con la nuova arrivata, scherzando sul fatto che non vede l'ora di compiere 100 anni per riprendersi il primato. Helga, che ha lavorato per gran parte della sua vita come infermiera, ha lasciato un consiglio semplice: "Provate qualsiasi cosa. Non dite mai 'non posso farlo'. Non puoi 'vedere' finché non hai provato. È il mio motto". Jackie, intervistata dalla BBC, ha spiegato di aver voluto dimostrare che "anche se ha 99 anni, è ancora quella signora che era anni e anni fa".

Perché conta

Le storie di record hanno spesso il difetto di sembrare eccezioni lontane, casi limite da guardare con ammirazione e distacco. Questa, invece, ha una trama molto più quotidiana: una nipote che vede un video, un personale di struttura che incoraggia, una donna che dice di sì a qualcosa che non conosce. Non c'è un piano decennale dietro, né un'ambizione costruita. C'è la disponibilità a lasciarsi convincere, che è una forma di coraggio poco raccontata perché non fa rumore. Il primato, in fondo, è la parte più visibile di una catena di piccoli gesti: qualcuno che mostra una possibilità, qualcuno che la rende credibile, qualcuno che la accetta nonostante il ginocchio faccia male.

Vale anche la pena notare che il testimone passa di mano in pochi mesi, da una donna di 97 anni a una di 99, e che la prima scherza già sul compiere cento per riprenderselo. Il record non è un traguardo definitivo ma una staffetta, e questo dice qualcosa su come invecchiare: non come ritiro progressivo, ma come spazio in cui si può ancora essere protagonisti di una giornata che nessuno aveva previsto. Il certificato appeso nella residenza non serve a celebrare un numero, ma a ricordare a chi lo vede ogni giorno che la frase "è l'ultima volta che posso fare qualcosa di diverso" può anche essere l'inizio di qualcosa.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da goodnewsnetwork.org.