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Un test delle urine per diagnosticare il cancro all'utero senza procedure invasive

I ricercatori dell'Università di Manchester hanno sviluppato un test non invasivo che identifica la maggior parte dei tumori uterini e ha dato esito negativo nel 93% delle donne sane. Il metodo potrebbe ridurre il ricorso a esami invasivi come l'isteroscopia, offrendo una diagnosi più rapida e meno traumatica.

Un test basato su urine e fluidi vaginali è in grado di individuare la maggior parte dei tumori dell'utero e di dare esito negativo nella quasi totalità delle donne che non hanno la malattia. Lo hanno messo a punto i ricercatori dell'Università di Manchester, che ne hanno pubblicato i risultati su The Lancet Obstetrics, Gynaecology, and Women's Health. Il metodo non richiede esami interni ed è economico. Se confermato in studi successivi, potrebbe ridurre il ricorso a procedure invasive per molte donne che oggi vengono sottoposte ad accertamenti senza avere un tumore.

Come funziona lo studio

La sperimentazione ha coinvolto 1.864 donne con sanguinamento dopo la menopausa, seguite in sette ospedali del nord-ovest dell'Inghilterra. Di queste, 99 — il 5 per cento — hanno poi ricevuto una diagnosi di tumore dell'utero. Il test ha identificato 80 dei 99 casi. I campioni sono stati valutati da citologi specialisti in cieco, cioè senza che conoscessero la diagnosi di ciascuna donna. Il test ha inoltre dato risultato negativo nel 93 per cento delle donne che non avevano la malattia.

Il nodo delle procedure invasive

Nel Regno Unito, come nella maggior parte dei Paesi, un sanguinamento dopo la menopausa fa scattare un invio urgente per sospetto tumore. Tra le donne che ricevono quell'invio, una quota compresa tra il 5 e il 10 per cento ha effettivamente un tumore dell'utero. Tutte le altre vengono sottoposte a un'ecografia interna, a una biopsia del rivestimento uterino o a un'isteroscopia, un esame in cui una telecamera viene introdotta nell'utero, e risultano negative. "Al momento, molte donne affrontano test invasivi e scomodi, che possono essere stressanti oltre che costosi per i servizi sanitari, prima che il cancro possa essere escluso", ha detto Emma Davidson, dell'Università di Manchester e del Manchester University NHS Foundation Trust.

A chi servirebbe

L'obiettivo del test è fare da filtro: indirizzare subito ai percorsi più rapidi le donne a rischio più alto e dare alle altre una risposta senza la procedura con la telecamera. "Il sanguinamento dopo la menopausa è comprensibilmente allarmante per le donne, perché può essere un segnale di cancro, ma la grande maggioranza di quelle sottoposte ad accertamenti non ha la malattia", ha spiegato Davidson. "Il nostro studio mostra che un semplice test su urine e campioni vaginali potrebbe aiutare a identificare le donne più probabilmente malate e, allo stesso tempo, rassicurare in modo sicuro molte altre, molto prima nel percorso diagnostico."

I limiti dichiarati

I ricercatori sono i primi a indicare cosa resta da verificare. I campioni sono stati analizzati da citologi specialisti altamente formati, e non è noto se la stessa accuratezza si manterrebbe in un contesto clinico ordinario. Il test è stato inoltre studiato solo su donne che avevano sintomi: le sue prestazioni su donne senza sintomi non sono state stabilite. "Se ulteriori studi confermeranno questi risultati nella pratica di routine, questo approccio ha il potenziale per trasformare l'assistenza a migliaia di donne ogni anno", ha detto Davidson.

Perché conta

Centinaia di migliaia di donne nel mondo ricevono ogni anno una diagnosi di tumore dell'utero, e molte di più vengono inviate agli accertamenti e poi risultano negative. È qui che si annida un tipo di progresso poco appariscente: non una cura spettacolare, ma la possibilità di risparmiare a chi non è malata un esame scomodo, e di dare a chi lo è una risposta più in fretta. Il valore di una ricerca così si misura anche nella sua onestà: i ricercatori non promettono che il test funzionerà ovunque e su chiunque, ma indicano con precisione cosa serve per scoprirlo. È il modo in cui la scienza avanza davvero, un passo verificabile alla volta, senza saltare le domande aperte.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da optimistdaily.com.