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Un ricercatore di Stanford usa l'IA generativa per progettare virus su misura

Foto: Max Böhme / Unsplash

Samuel King ha impiegato un modello di intelligenza artificiale per proporre progetti genetici di virus microscopici. La ricerca apre scenari nuovi, e ancora da valutare, nella biologia di sintesi.

Samuel King, dottorando in bioingegneria a Stanford e ricercatore all'Arc Institute, ha usato nel 2025 un modello di intelligenza artificiale generativa per proporre progetti genetici di virus microscopici. Il lavoro lo ha portato tra gli Innovators Under 35 di MIT Technology Review, e ne ha discusso in una conversazione registrata il 16 ottobre 2026 con il giornalista James O'Donnell. Non si tratta ancora, secondo la fonte, di vita generata dall'IA, ma di un passo che potrebbe aprire quella strada.

Un modello che scrive progetti genetici

Il punto di partenza è un modello di IA generativa, lo stesso tipo di strumento che produce testo o immagini, applicato però a un alfabeto diverso: quello del codice genetico. King gli ha chiesto di proporre progetti per virus microscopici, e il modello ha risposto con sequenze. Il risultato è un insieme di progetti genetici, non un organismo vivente costruito da zero. La distinzione è sottile ma sostanziale, e la fonte la mette in chiaro: la vita generata dall'intelligenza artificiale non è ancora qui, ma potrebbe essere il passo successivo.

Dalla parte della biologia di sintesi

La biologia di sintesi è il campo che da anni prova a scrivere genomi, o parti di genomi, con criteri di progetto invece che per selezione naturale. Finora il lavoro si è appoggiato soprattutto a librerie di parti standardizzate e a tentativi per prova ed errore, con tempi lunghi e molte varianti scartate. Un modello generativo cambia il modo in cui si arriva alla prima bozza: non si parte da un catalogo di pezzi da assemblare, ma da una richiesta in linguaggio naturale e da una proposta che il ricercatore valuta. È un cambio di metodo prima ancora che di risultati.

Un riconoscimento che guarda ai metodi

La presenza di King tra gli Innovators Under 35 di MIT Technology Review segnala un interesse che va oltre il singolo esperimento. La testata ha organizzato con lui una conversazione riservata agli abbonati, dedicata anche ai "nuovi modi di vedere la biologia". È un'espressione che vale la pena prendere sul serio: l'IA generativa, in questo caso, non sostituisce il biologo, gli offre una rappresentazione diversa dello spazio delle possibilità genetiche, più veloce da esplorare e più facile da discutere. Il riconoscimento premia insomma un approccio, non solo un prodotto.

Le domande che restano aperte

La fonte non nasconde che gli scenari aperti da questa ricerca sono "ancora da valutare". Progettare virus con l'aiuto di un modello solleva questioni che riguardano la biosicurezza, la verifica dei progetti proposti e i limiti che una comunità scientifica vorrà darsi. Non è un caso che la conversazione pubblica su questi temi proceda di pari passo con gli esperimenti: la biologia di sintesi è un campo in cui la riflessione sui rischi è parte del lavoro, non un'appendice. Il materiale disponibile non dice quali controlli siano stati applicati ai progetti di King, né quali risultati di laboratorio siano seguiti. Dice che la domanda su cosa possa fare l'IA con il codice della vita è ormai sul tavolo, e che qualcuno ha cominciato a rispondere con un esperimento concreto.

Perché conta

Le notizie che cambiano il modo di guardare le cose raramente arrivano con un annuncio fragoroso. Questa è la storia di un dottorando che ha preso uno strumento nato per altro e lo ha puntato su un alfabeto diverso, ottenendo una prima risposta parziale. Il valore non sta nella rivendicazione di un primato, ma nella dimostrazione che un modello generativo può essere usato come interlocutore tecnico in un campo, la biologia di sintesi, dove la distanza tra un'idea e un esperimento è tradizionalmente lunga. Che il passo successivo sia la vita generata dall'IA è un'ipotesi, non un fatto: la fonte la indica come possibile, e la comunità scientifica avrà modo di verificarla. Intanto resta un dato sobrio e verificabile: nel 2025 un modello di IA ha proposto progetti genetici di virus, e un ricercatore li ha presi sul serio abbastanza da discuterne in pubblico. Il progresso, anche quando riguarda il codice della vita, comincia spesso così: con qualcuno che prova a vedere la biologia con occhi nuovi e poi racconta cosa ha trovato.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da technologyreview.com.