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Un prototipo di occhiali intelligenti si alimenta con il battito delle ciglia

Foto: Zarak Khan / Unsplash

Ricercatori statunitensi hanno sviluppato occhiali che trasformano i movimenti del viso in segnali elettrici. Il dispositivo può riconoscere comportamenti e misurare il battito cardiaco senza batteria esterna.

Un paio di occhiali da vista può diventare un piccolo generatore elettrico, sfruttando i movimenti del viso di chi li indossa. È il prototipo chiamato GlassTENG, sviluppato alla Northwestern University, negli Stati Uniti, da un gruppo di ricerca guidato dalla professoressa Nivedita Arora. I sensori applicati alla montatura raccolgono l'energia prodotta da battiti di ciglia, sopracciglia e mascelle attraverso l'effetto triboelettrico, lo stesso principio per cui due materiali a contatto si caricano elettricamente. Il dispositivo riesce così a riconoscere alcuni comportamenti del volto e a misurare il battito cardiaco senza bisogno di una batteria esterna.

Tre sensori sulla montatura

Il cuore del sistema sono tre sensori flessibili, posizionati in punti precisi della montatura: sul ponte del naso, sulla tempia e sopra l'orecchio. Ogni movimento del viso genera segnali elettrici di intensità diversa. I battiti di ciglia e i movimenti delle sopracciglia producono tensioni comprese tra 200 e 500 millivolt, mentre i movimenti della mascella arrivano fino a 1,5 volt. Anche le pulsazioni delle arterie del volto lasciano una traccia rilevabile, con segnali tra 50 e 100 millivolt. Il circuito di lettura dei dati, secondo quanto riportato, consuma appena 4,1 microwatt, alimentato dal movimento meccanico stesso.

Come sono andati i test

I ricercatori hanno provato il prototipo su 20 volontari, impegnati in sei diverse attività del viso. Un algoritmo di apprendimento automatico ha classificato i movimenti con un'accuratezza complessiva del 93,8%. Alcuni gesti sono stati riconosciuti con particolare precisione: il tamburellare dei denti nel 99% dei casi e il serramento della mascella nel 96%. Più difficile è risultato distinguere il parlare, riconosciuto solo nel 55% dei casi, probabilmente perché il movimento della bocca somiglia a quello della masticazione. I sensori si sono dimostrati capaci anche di rilevare la frequenza cardiaca attraverso le pulsazioni dell'arteria facciale: il dato è stato confrontato con una fascia toracica Polar H10 su dieci partecipanti, con un errore medio di 1,82 battiti al minuto su intervalli di 30 secondi.

Un prototipo, non un prodotto finito

Va detto con chiarezza che si tratta di un prototipo sperimentale. L'elettronica che elabora e trasmette i dati ha ancora bisogno di un'alimentazione separata: l'energia raccolta dal movimento del viso basta per i sensori, non per l'intero sistema. E i test condotti in laboratorio non equivalgono a un uso quotidiano reale, che resta da verificare. Le applicazioni immaginate dai ricercatori sono però diverse: il monitoraggio del bruxismo, cioè il digrignare notturno dei denti, il controllo della frequenza cardiaca, lo studio del comportamento alimentare e la rilevazione della stanchezza. Lo studio è stato pubblicato il 24 ottobre 2026, con un articolo firmato da Ilaria Rosella Pagliaro.

Perché conta

C'è un modo di fare innovazione che non ha bisogno di grandi annunci: parte da un gesto minuscolo, come il battito di una palpebra, e lo trasforma in informazione utile. GlassTENG non risolve tutti i problemi dell'elettronica indossabile, ma mostra una direzione: raccogliere energia da ciò che il corpo già fa, invece di aggiungere batterie e peso. È un'idea che sposta l'attenzione dal dispositivo potente al gesto quotidiano, dal grande schermo al ponte del naso. E ricorda che il progresso spesso non si misura in ciò che aggiungiamo, ma in ciò che impariamo a leggere in quello che c'è già.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da greenme.it.