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Un parco fotovoltaico in Arabia Saudita aiuta le gazzelle delle sabbie

Tra i pannelli solari di un impianto in Arabia Saudita è nato un progetto di conservazione per la gazzella delle sabbie, specie minacciata. L'obiettivo è passare dalle 38 gazzelle attuali a 600 entro il 2031, mostrando che grandi infrastrutture energetiche possono convivere con la tutela della fauna.

Un impianto fotovoltaico da 250 megawatt ospita, dal mese di maggio, trentotto gazzelle delle sabbie: trentatré femmine e cinque maschi. L'impianto si trova all'interno della Prince Mohammed bin Salman Royal Reserve, sulla costa del Mar Rosso in Arabia Saudita, e il progetto che lo riguarda si chiama ReWildingVoltaics. Nato dalla collaborazione tra la riserva e i gestori dell'impianto solare, punta a portare il numero di gazzelle a 600 entro il 2031, secondo quanto riferiscono gli scienziati della riserva.

Un recinto tra i pannelli

L'impianto si estende su 505 ettari, dei quali il 73 per cento è utilizzabile per l'allevamento delle gazzelle. L'ombra dei pannelli abbassa la temperatura del suolo da 5 a 10 gradi centigradi, e una recinzione tiene lontani i predatori. I guardiani della riserva monitorano gli animali. Le prime nascite sono attese per dicembre.

Il progetto non è partito dal nulla. Una fase di prova era iniziata nell'ottobre 2025 con gazzelle di montagna e lepri arabe, e sette mesi di osservazione hanno preceduto la fase riproduttiva vera e propria. Nel complesso, l'iniziativa ha moltiplicato per quindici la capacità dell'impianto di ospitare animali.

Una specie sotto pressione

La gazzella delle sabbie araba, nome scientifico Gazella marica, è classificata come vulnerabile dall'Unione internazionale per la conservazione della natura. Un rapporto regionale dell'IUCN del 2023 stimava tra 1.750 e 2.100 gli individui maturi rimasti allo stato selvatico. Alla base del declino della popolazione selvatica ci sono la caccia e il degrado dell'habitat.

Per una reintroduzione in natura, secondo gli scienziati della riserva, servono almeno 500 animali. Le gazzelle, inoltre, svolgono una funzione nell'ecosistema: disperdono semi e contribuiscono a gestire la vegetazione del deserto.

L'energia e il suo intorno

L'impianto solare alimenta il complesso turistico AMAALA, sulla costa saudita. La riserva che lo ospita copre 24.500 chilometri quadrati. Il progetto si inserisce nella Saudi Green Initiative, che prevede di proteggere il 30 per cento delle aree terrestri e marine entro il 2030 e di arrivare al 50 per cento di elettricità da fonti rinnovabili nello stesso anno.

Il modello sperimentato qui, secondo quanto emerge dal progetto, potrebbe essere esteso ad altri impianti fotovoltaici. A guidare l'iniziativa, per la riserva, è il chief executive Andrew Zaloumis, che indica l'obiettivo di ricostruire popolazioni selvatiche autosufficienti.

Perché conta

C'è un modo di guardare alle grandi infrastrutture che le considera spazi sottratti alla natura, e un modo che le considera spazi con una natura possibile. Questo progetto appartiene al secondo. Non nasce da un gesto spettacolare, ma da una verifica paziente: sette mesi di osservazione prima di passare alla fase riproduttiva, un recinto, un'ombra che abbassa la temperatura, guardiani che controllano. Sono dettagli piccoli, e proprio per questo replicabili.

La lezione non è che i pannelli solari salvino le gazzelle. È che un impianto pensato per produrre elettricità può, senza cambiare la sua funzione, ospitare anche altro. Il numero da tenere a mente non è solo il 600 del 2031, ma il 500: la soglia sotto la quale una popolazione non può tornare in natura. Tra il presente e quell'obiettivo c'è un lavoro di conteggio, di attesa, di nascite previste a dicembre e di cuccioli che forse arriveranno.

Il progresso che non fa rumore procede così, per gradi verificabili. Un'area industriale diventa un sito di riproduzione, una specie vulnerabile guadagna un margine, e un modello che funziona in un posto può essere portato altrove. Non è una promessa: è una possibilità che si sta misurando, un anno alla volta.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da greenme.it.