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Un micro-drone francese per eliminare le zanzare senza insetticidi

Una start-up francese ha sviluppato un drone da 40 grammi che usa sonar e algoritmi per individuare e neutralizzare le zanzare. La tecnologia punta a ridurre l'uso di pesticidi, con possibili applicazioni nel controllo dei vettori di malattie.

Una start-up francese, Tornyol, ha sviluppato un micro-drone autonomo pensato per individuare e neutralizzare le zanzare senza ricorrere a spray, pastiglie o altre sostanze chimiche. Il dispositivo pesa 40 grammi e pattuglia da solo giardini e spazi esterni, colpendo gli insetti in volo con le eliche. L'obiettivo dichiarato è ridurre l'impiego di pesticidi e offrire uno strumento in più nel controllo degli insetti che trasmettono malattie.

Come funziona il sistema

L'utente delimita sulla stazione di base l'area da proteggere. A quel punto il drone decolla, pattuglia la zona, rientra per ricaricarsi e riparte, in un ciclo che non richiede intervento manuale. La parte più interessante è il modo in cui individua il bersaglio: un sonar a ultrasuoni capta l'eco del battito d'ali degli insetti, ne analizza la frequenza e la struttura armonica, e da questi dati risale alla specie. Il sistema è progettato per distinguere le zanzare dalle api e dagli altri impollinatori, che non vengono toccati.

Alla base di questa capacità c'è il sistema LeSonar2, che utilizza 380 microfoni e 32 emittenti a ultrasuoni a 40 kHz, con un processore FPGA dedicato. Il sonar ricostruisce l'ambiente circostante in tre dimensioni e riesce a individuare bersagli fino a otto metri di distanza.

Chi c'è dietro

I fondatori sono Alex Toussaint, che si occupa di elaborazione dei segnali, e Clovis Piedallu, responsabile di elettronica e controllo. La start-up è entrata nel programma Y Combinator nell'autunno 2025. Il drone è progettato per essere silenzioso, così da risultare adatto agli spazi domestici, e si basa sul design dei micro-drone FPV noti come "tinywhoop".

Un approccio mobile al controllo degli insetti

La differenza rispetto ai sistemi tradizionali sta nel movimento. Trappole e altri dispositivi simili aspettano che l'insetto arrivi; qui è il sistema a spostarsi per cercarlo. Secondo quanto indicato dall'azienda, dieci droni potrebbero coprire circa un chilometro quadrato. Le applicazioni a cui la tecnologia guarda riguardano le aree in cui sono presenti vettori di malaria, dengue e virus del Nilo occidentale, con l'intento di ridurre i costi del controllo delle zanzare e di mappare le zone di riproduzione.

Prezzi e tempi

Il sistema domestico, composto da drone e stazione di base, costa circa 50 dollari al mese. Sul sito è possibile riservare un posto con un deposito rimborsabile di 100 dollari. La distribuzione su larga scala non è ancora partita: la spedizione negli Stati Uniti è prevista per il 2027. Le informazioni disponibili provengono dall'azienda e non sono accompagnate da studi indipendenti.

Perché conta

Vale la pena notare come questa notizia venga raccontata. Si tratta di un prodotto in fase di sviluppo, con tempi di consegna dichiarati e senza verifiche esterne: presentarlo come una soluzione già disponibile sarebbe sbagliato. Ma il modo in cui il problema viene affrontato merita attenzione. Per decenni il controllo delle zanzare si è basato su sostanze chimiche sparse nell'ambiente, con effetti che ricadono anche su api e altri impollinatori. Qui l'idea è diversa: invece di trattare un'area alla cieca, si prova a riconoscere il singolo insetto e a intervenire solo su quello.

È un cambio di sguardo prima ancora che di tecnologia. Il sonar che ascolta il battito d'ali e distingue una zanzara da un'ape non è uno strumento più potente, è uno strumento più attento: parte dal dettaglio invece che dalla media. Che questo approccio funzioni su larga scala è tutto da dimostrare, e i numeri citati restano per ora dichiarazioni di chi vende il prodotto. Resta il fatto che l'idea di spostare lo sforzo dalla chimica al riconoscimento, dal trattamento di massa alla precisione, indica una direzione di ricerca che vale la pena seguire. Il progresso, spesso, comincia così: non con una soluzione definitiva, ma con una domanda posta meglio.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da greenme.it.