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Un metodo matematico risolve Wordle nel 99% dei casi

Ricercatori della Binghamton University e della State University of New York hanno sviluppato, usando la teoria dell'informazione, una strategia che porta a risolvere il gioco Wordle con una probabilità di successo del 99%. Lo studio interessa chi si occupa di linguaggio e modelli decisionali.
Un gruppo di ricercatori della Binghamton University e della State University of New York ha messo a punto una strategia matematica in grado di risolvere Wordle con una probabilità di successo del 99%. Lo studio si basa sulla teoria dell'informazione, la disciplina che studia come misurare e trasmettere l'informazione, e non su semplici euristiche da appassionati di puzzle. Il risultato riguarda un gioco che, dal suo debutto, è diventato un fenomeno quotidiano per milioni di persone, ma interessa anche chi si occupa di linguaggio, di incertezza e di modelli decisionali.
Come funziona Wordle
Wordle è un gioco in cui il giocatore ha sei tentativi per indovinare una parola di cinque lettere. Dopo ogni tentativo, il sistema colora le lettere: verde se sono al posto giusto, giallo se compaiono nella parola ma in un'altra posizione, grigio se non sono presenti. È un meccanismo semplice, ma nasconde un problema complesso: ogni tentativo non serve solo a indovinare, serve anche a raccogliere informazioni sulle lettere ancora ignote. La vera abilità, in Wordle, sta nel scegliere parole che riducano il più possibile l'incertezza residua.
L'idea della teoria dell'informazione
La teoria dell'informazione, sviluppata a metà del Novecento da Claude Shannon per studiare le comunicazioni, offre strumenti precisi per misurare quanto un'informazione riduce l'incertezza. Applicata a Wordle, questa cornice permette di valutare ogni possibile parola di partenza non in base a quanto è probabile che sia quella giusta, ma in base a quante possibilità elimina. Una parola che distribuisce bene le lettere dell'alfabeto, anche se poco comune, può restringere lo spazio delle soluzioni più di una parola frequente. È un cambio di prospettiva: non si cerca la risposta, si cerca di saperne di più.
Cosa hanno ottenuto i ricercatori
Secondo il sommario dello studio, la strategia elaborata dai ricercatori delle due università dello Stato di New York raggiunge una probabilità di successo del 99%. I dettagli tecnici del metodo, come la parola di apertura consigliata o i criteri esatti di scelta a ogni turno, non sono ancora pubblici nel materiale disponibile. Quello che emerge è il quadro generale: un approccio sistematico, fondato su un principio matematico consolidato, riesce a portare a termine il gioco quasi sempre, entro i sei tentativi consentiti.
Un gioco, molti usi
Wordle è nato come passatempo, ma la sua struttura — decisioni sequenziali con informazione incompleta — è la stessa di molti problemi reali. Chi progetta esperimenti scientifici, chi gestisce una diagnosi medica, chi allena un modello di linguaggio si trova spesso a scegliere la prossima domanda o il prossimo dato da raccogliere per imparare il più possibile. Studiare Wordle con gli strumenti della teoria dell'informazione non è quindi un esercizio fine a se stesso: è un banco di prova per capire come si prendono decisioni migliori quando non si sa ancora abbastanza.
Perché conta
Questa notizia non riguarda un trucco per vincere a un gioco. Riguarda il modo in cui guardiamo i problemi: spesso cerchiamo la risposta giusta, quando la mossa più utile è quella che ci fa capire meglio la domanda. La teoria dell'informazione esiste da decenni, ma applicarla a un puzzle quotidiano mostra quanto possa essere concreta. È un progresso che non fa rumore: nessuna scoperta clamorosa, solo un metodo che funziona e che rende visibile un principio semplice — l'incertezza si riduce con criterio, non con fortuna. E forse, la prossima volta che apriamo Wordle, sceglieremo la prima parola con un po' più di attenzione.
Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da goodnewsnetwork.org.