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Un campo da golf costiero trasformato in zona umida per gli uccelli marini

Foto: Alex G / Unsplash

In Inghilterra un campo da golf sulla costa è stato riconvertito in riserva naturale umida, oggi habitat di pavoncelle, sterne, avocette e piviere. L'intervento mostra come aree ricreative possano tornare a ospitare la fauna nativa, con benefici misurabili per la biodiversità costiera.

Un campo da golf sulla costa del Lincolnshire, in Inghilterra, è stato trasformato in una riserva naturale umida. Il National Trust ha acquistato l'area nel 2020 e ha avviato i lavori per ricreare un ecosistema palustre esteso quanto 45 campi da calcio. Oggi la riserva, chiamata Sandilands, ospita pavoncelle, sterne, avocette e piviere, e la fauna è tornata a popolarla già prima della conclusione ufficiale del progetto.

Da fairway a zona umida

L'intervento ha previsto lo scavo di nuovi specchi d'acqua e la ricostruzione di un ambiente umido costiero. Sul terreno riconvertito non verranno più utilizzati pesticidi né prelevata acqua pubblica per l'irrigazione. Si tratta di un cambio d'uso radicale per un'area che, come molti campi da golf nel mondo, era stata pensata per il gioco e non per la fauna selvatica.

Una costa che torna a respirare

Le zone umide costiere sono tra gli habitat più produttivi per gli uccelli migratori e stanziali. Offrono cibo, riparo e siti di nidificazione lungo le rotte di volo. La ricostituzione di questi ambienti in aree un tempo destinate ad altre attività è un passaggio che riguarda da vicino la conservazione delle specie che dipendono da questi luoghi per sostare, nutrirsi e riprodursi.

I primi nidi

I risultati si sono visti prima del previsto. Secondo Katie Scott, area ranger di Sandilands, molte delle specie che frequentano la riserva sono in pericolo o rare e dipendono da luoghi come questo. Avocette e ostriche nidificano e si riproducono con successo, mentre i pulcini di piviere piccolo sono stati registrati sul sito per il secondo anno consecutivo. La natura ha cominciato a tornare prima che il progetto fosse formalmente completato.

Non solo Sandilands

L'esperienza del Lincolnshire non è isolata. Negli Stati Uniti, il CommonGround Golf Course di Aurora, in Colorado, ha adottato un modello rigenerativo con l'aiuto dei Denver Botanic Gardens. Gran parte delle piante ornamentali è stata sostituita con fiori selvatici nativi e l'irrigazione utilizza acque reflue trattate anziché acqua potabile. Il sovrintendente del campo, Mitch Savage, ha spiegato che circa il 33% dei campi da golf del Colorado ricorre ad acque reflue riciclate, una percentuale superiore alla media nazionale. L'uso di piante native e l'eliminazione dei pesticidi hanno portato a un aumento degli uccelli che nidificano tra le buche: in un solo giorno ne sono state registrate 40 specie.

Perché conta

I campi da golf occupano vaste superfici in tutto il mondo. I dati del Dipartimento dell'Agricoltura statunitense, esaminati da Bloomberg, indicano che negli Stati Uniti sono destinati al golf 2,24 milioni di acri, un'area più grande del Delaware. Sono spesso considerati consumatori intensivi di acqua, fonti di inquinamento e zone povere di biodiversità, a causa delle specie vegetali non autoctone e dei pesticidi che danneggiano api e farfalle. Eppure, paradossalmente, attirano la fauna selvatica proprio per le loro distese verdi. La storia di Sandilands mostra che un'area ricreativa può tornare a essere un luogo per la fauna nativa, e che i benefici si misurano in nidi, pulcini e specie che tornano. Non è un gesto spettacolare: è la pazienza di scavare, aspettare e lasciare che la natura faccia il resto. A volte il progresso non fa rumore, e si vede solo da vicino, tra le canne di una zona umida che prima era un green.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da goodnewsnetwork.org.