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Un alloggio per gli studenti universitari senza casa a Denver

A Denver, un progetto offre un posto letto a studenti universitari che vivono senza una dimora stabile. L'iniziativa nasce per rispondere a una realtà spesso invisibile nei campus. Un intervento che punta a rimuovere un ostacolo concreto al percorso di studi.
A Denver, nel quartiere di North Capitol Hill, ha aperto i battenti il primo alloggio cittadino dedicato a studenti universitari che non hanno una dimora stabile. Si chiama Dax Program, è gestito dall'organizzazione no-profit Depaul USA e ha trovato casa in un edificio in mattoni risalente agli anni Novanta dell'Ottocento, nato originariamente come duplex. La struttura può ospitare fino a 15 studenti e collabora con la Metropolitan State University of Denver e la Regis University.
Un edificio per quindici studenti
Il nuovo spazio di Denver è tra i più ampi del programma nazionale di Depaul USA, che gestisce undici residenze per studenti in difficoltà abitativa tra Chicago, Los Angeles, Philadelphia e New York. Il programma è attivo dal 2015 e, secondo quanto reso noto, ha ospitato 494 studenti in queste città. Con l'apertura di Denver, la rete punta a raggiungere circa 110 studenti ogni anno. La benedizione della nuova residenza si è tenuta il 24 settembre 2026, con la partecipazione della comunità locale.
Le regole per viverci
Per accedere all'alloggio, gli studenti devono rispettare alcuni requisiti: lavorare almeno dieci ore a settimana, mantenere una buona posizione accademica e pagare un affitto mensile a costo ridotto. Oltre al posto letto, il programma mette a disposizione serate cinema, cene della domenica e una serie di servizi che comprendono dispense alimentari interne, laboratori di educazione finanziaria, assistenza nella ricerca di lavoro e segnalazioni a servizi di salute fisica e comportamentale.
I numeri della precarietà abitativa
Un'indagine condotta su 74.350 studenti in 91 atenei distribuiti in 16 stati, riferita all'anno accademico 2023-24 dal Hope Center for Student Basic Needs, ha rilevato che circa la metà degli intervistati vive una condizione di insicurezza abitativa e circa il 14 per cento è senza casa. Nelle università partner di Denver, l'ufficio della MSU Denver che si occupa di bisogni di base e supporto abitativo segue ogni anno tra gli 80 e i 90 studenti in situazione di homelessness, mentre la Regis University assiste da quattro a sei studenti l'anno. Entrambi gli atenei offrono una lista di risorse che include aiuti per richiedere l'assistenza alimentare federale, accesso alle dispense e supporto per la casa; la Regis mette a disposizione due settimane di alloggio in residenza per gli studenti senza dimora, mentre la MSU Denver offre un'assistenza abitativa d'emergenza.
Vivere in auto, lontano dai rifugi
Secondo Abbie Kell, vicedirettrice associata per i bisogni di base e il supporto abitativo alla MSU Denver, molti studenti tendono a evitare i rifugi comunitari e finiscono per vivere in auto. Alcuni non risultano idonei alle risorse disponibili, oppure l'aiuto non dura abbastanza a lungo da permettere loro di rimettersi in piedi. La MSU Denver ha accompagnato uno studente nel trasferimento nella nuova residenza Dax prima del taglio del nastro: il processo, racconta Kell, ha rispettato le circostanze della persona, che ha sostenuto un colloquio con lo staff del programma, ha discusso di dove avrebbe lavato i vestiti e ha scelto la stanza che preferiva.
Una stanza tutta per sé
Nikya Harrell, 24 anni, ha vissuto in una delle residenze Dax di Chicago prima di trasferirsi in un appartamento proprio. Per la prima volta ha avuto uno spazio esclusivo, che ha decorato con poster di "Coraline" e degli One Direction. Alle pareti e sulla scrivania aveva appeso frasi di incoraggiamento, come "Fai un respiro profondo" e "Potresti attraversare una tempesta, ma il sole si avvicina". Quel suo spazio, racconta, l'ha aiutata ad aprirsi: si è dedicata alla poesia e alla scrittura di un diario, ha partecipato al governo studentesco del suo ateneo e oggi vive in un appartamento. Prevede di laurearsi alla DePaul University nel 2029 con una laurea in educazione della prima infanzia. Il suo messaggio agli studenti che faticano a trovare un posto dove vivere è quello che ripete spesso a se stessa: "Non sei mai solo".
Perché conta
La storia del Dax Program a Denver dice qualcosa di semplice e spesso trascurato: prima di studiare, una persona ha bisogno di un posto dove dormire. Il programma non promette di risolvere il problema abitativo in generale, ma rimuove un ostacolo concreto per un numero limitato di studenti, con regole chiare e servizi che accompagnano verso l'autonomia. I dati citati — circa 95 per cento di chi trova una sistemazione permanente dopo il programma e circa 84 per cento che resta a scuola o si laurea — indicano che un intervento mirato, per quanto circoscritto, può cambiare il percorso di chi lo attraversa. Serita Reels, direttrice nazionale del Dax Program, ha spiegato che il programma "è pensato per accompagnare gli studenti verso l'indipendenza". È un progresso che non fa rumore: un edificio di fine Ottocento, quindici letti, una lista di requisiti e una serie di gesti concreti. Ma per chi ci entra, significa poter concentrarsi su un esame invece che su dove passare la notte.
Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da reasonstobecheerful.world.