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Nairobi trasforma le biblioteche trascurate in spazi civici

Una rete di biblioteche pubbliche in quartieri periferici di Nairobi è stata ristrutturata e resa accessibile, con connessioni internet e sale studio. Per molti residenti sono diventate luoghi di lavoro e formazione, dove preparare colloqui o seguire corsi senza dipendere dall'elettricità di casa.
A Nairobi, una rete di biblioteche pubbliche un tempo trascurate è stata ristrutturata e trasformata in spazi civici accessibili, dotati di connessioni internet, computer e sale studio. Il progetto è portato avanti dalla no-profit Book Bunk, fondata nel 2017 dalla scrittrice Wanjiru Koinange e dall'editrice Angela Wachuka, che ha già restaurato le biblioteche Eastlands e Kaloleni e sta lavorando alla McMillan Memorial, la più antica della città. Per molti residenti questi luoghi sono diventati ambienti di lavoro e formazione, dove preparare un colloquio o seguire un corso senza dipendere dall'elettricità domestica.
Da stanze polverose a infrastrutture per il lavoro
Sunil Totti, 26 anni, laureato nel 2023 in contabilità e poi passato allo sviluppo software, racconta di essersi affidato alla Eastlands Library per un colloquio con un'azienda tecnologica internazionale: a casa, nel quartiere di Eastleigh, la corrente è notoriamente instabile, e il rischio di un'interruzione a metà conversazione era concreto. La biblioteca gli ha offerto internet gratuito, computer, uno spazio silenzioso e altri candidati con cui confrontarsi. Ricorda quella stessa biblioteca, negli anni giovanili, come un posto vecchio e impolverato da evitare; oggi ci passa otto o nove ore al giorno, gran parte della settimana. Nel suo percorso ha studiato finanza e software, ha stretto amicizie con studenti con interessi simili e ha svolto qualche lavoro retribuito scrivendo articoli per blog e progettando siti web.
Come funziona il modello
La formula combina proprietà pubblica e attivazione no-profit: il Nairobi City Council mantiene gli edifici e fornisce il personale di base, mentre Book Bunk raccoglie fondi, restaura le strutture e gestisce i programmi. Il lavoro si articola su tre pilastri — trasformazione delle biblioteche, coinvolgimento della comunità e accesso alla conoscenza — e i residenti hanno voce in capitolo su tutti e tre. Attraverso consultazioni comunitarie hanno chiesto più arte, piante e zone relax, oltre a corsi di lingua dei segni e di alfabetizzazione digitale e fiscale; i libri vengono scelti tramite liste di desideri della comunità. La flessibilità ha prodotto risultati concreti: quando i bambini hanno smesso di partecipare ai programmi, i genitori hanno spiegato che riportarli a casa per il pranzo rendeva la presenza impraticabile, così Book Bunk ha iniziato a servire pasti, arrivando a oltre 140.000 pasti gratuiti distribuiti.
Numeri e memoria storica
Il progetto ha catalogato 138.000 libri e ne ha aggiunti altri 23.000, convertendo in Braille dieci opere di autori africani e molte altre in formato audio. La McMillan Memorial, aperta nel 1931 come biblioteca riservata ai soli bianchi e rimasta segregata fino al 1958, è al centro di un lavoro che mira a rimodellare istituzioni di origine coloniale perché riflettano la Nairobi contemporanea. Book Bunk segnala oltre 192.000 utenti diretti e 45.000 partecipanti a programmi gratuiti di educazione, arte e benessere, con un'affluenza cresciuta di più del 240 per cento secondo il suo sito. La rinascita ha creato 93 posti di lavoro, di cui 21 permanenti, e ha coinvolto più di 400 fornitori locali.
Limiti e cautele
La popolarità ha però messo in luce una carenza di capienza: durante le vacanze scolastiche la Eastlands può riempirsi al punto che Sunil arriva e non trova posto, e circa 600 bambini possono candidarsi ad attività che ne ospitano appena 200. Il restauro della McMillan, edificio tutelato da una legge parlamentare, è costoso e lento, e secondo la responsabile della comunicazione Sharon Tarus le carenze di donazioni possono costringere l'organizzazione a ridurre i programmi per coprire i soli costi operativi. Il partenariato pubblico-privato porta con sé un'altra tensione: i permessi della contea possono richiedere anni, mentre le elezioni sostituiscono i funzionari e obbligano a ricostruire i rapporti. Tarus osserva che sulla carta dovrebbe esistere uno stanziamento annuale per le biblioteche, ma che non si traduce in pratica. Lo studioso di cultura Kimani Njogu avverte che la società civile non deve diventare un sostituto permanente del governo, che riscuote le tasse e resta responsabile dei servizi pubblici.
Perché conta
Book Bunk sta mappando 1.196 biblioteche in tutto il Kenya e sta trasformando la propria esperienza in un manuale — il Book Bunk Blueprint — dedicato a restauro, governance, finanza e coinvolgimento comunitario. Njogu suggerisce di partire da poche contee, costruendo proprietà locale e attingendo a imprese private per materiali e competenze, ed evita di espandersi troppo in fretta come istituzione. Il modello potrebbe essere replicato altrove, in particolare in città del Sud del mondo con edifici pubblici trascurati e pochi spazi gratuiti dove i giovani possano studiare, incontrarsi e creare: Njogu cita Dar es Salaam e Kampala, dove le Nazioni Unite prevedono che la popolazione passi rispettivamente da 7,8 milioni nel 2025 a 13,2 milioni nel 2050 e da 4,9 a 7,9 milioni. La necessità è anche digitale: secondo l'ITU, nel 2025 solo il 36 per cento della popolazione africana usava internet. Resta però un punto aperto, che gli stessi promotori non nascondono: l'uso non equivale all'impatto, e se l'aumento delle presenze si sia tradotto in più occupazione, istruzione e reddito nelle comunità non è ancora stato calcolato. Tarus spiega che Book Bunk ha raccolto i dati di base e sa che l'occupazione è cresciuta, ma non ne ha ancora quantificato l'entità. È qui che questa storia diventa utile: mostra che un edificio pubblico può tornare a funzionare quando qualcuno se ne prende cura con pazienza, e che il modo in cui guardiamo una biblioteca — deposito di libri o infrastruttura per la vita quotidiana — cambia ciò che essa riesce a fare.
Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da reasonstobecheerful.world.