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Lisbona sperimenta zanzare sterili per combattere la dengue

In Portogallo sono stati rilasciati 30.000 maschi sterili di zanzara tigre asiatica per ridurre la popolazione di questo insetto vettore di dengue, Zika e febbre gialla. L'approccio mira a controllare la diffusione delle malattie senza l'uso massiccio di pesticidi.

A Lisbona sono stati rilasciati 30.000 maschi sterili di zanzara tigre asiatica (Aedes albopictus), nella zona di Alvalade. Si tratta del terzo e ultimo rilascio di questa fase del progetto, che porta a 60.000 il numero complessivo di zanzare sterili liberate in Portogallo. L'obiettivo è ridurre la popolazione di questo insetto, che può trasmettere dengue, Zika e febbre gialla, senza ricorrere a un uso massiccio di pesticidi.

Come funziona il rilascio dei maschi sterili

La logica alla base della tecnica è semplice. Solo le femmine di zanzara pungono, e lo fanno esclusivamente per sviluppare le uova. I maschi, invece, non pungono: esistono per accoppiarsi. È proprio questo che rende possibile l'approccio. Liberando nell'ambiente un gran numero di maschi sterili, questi competono con i maschi fertili per l'accesso alle femmine. Ogni femmina che si accoppia con un maschio sterile non produce prole. Ripetendo l'operazione con costanza, il tasso di riproduzione della popolazione selvatica diminuisce.

Il metodo non prevede l'uso di pesticidi né il ricorso a modificazioni genetiche. La tecnica dell'insetto sterile ha una lunga storia nel controllo dei parassiti agricoli; la sua applicazione contro le zanzare portatrici di malattie nelle città europee è invece più recente.

Dispersione e sopravvivenza: la priorità della prima fase

Ridurre la popolazione non è l'obiettivo immediato dei ricercatori. Prima di arrivare a quel punto, il gruppo di lavoro sta affrontando una questione più di base: quanto lontano si spostano le zanzare rilasciate e quanto a lungo sopravvivono una volta immesse in un contesto urbano.

Afonso Moreira, medico di sanità pubblica presso l'Unità di Sanità Pubblica Francisco George e ricercatore principale del progetto, ha spiegato che, una volta rilasciati in aree dove è già presente una popolazione di questa zanzara, gli insetti sterili competono essenzialmente con i maschi selvatici già presenti sul territorio.

Se i dati su dispersione e sopravvivenza saranno solidi, la fase successiva prenderà il via a maggio: uno studio comparativo che misurerà la riproduzione nelle aree trattate rispetto a quelle gestite con metodi convenzionali.

Un tassello dentro una strategia più ampia

Moreira è stato chiaro su un punto: i rilasci di insetti sterili non sostituiscono nulla. Eliminare l'acqua stagnante e interrompere i siti di riproduzione resta il modo più diretto per tenere sotto controllo il numero di zanzare tigre. Il programma dei maschi sterili aggiunge pressione dall'interno della popolazione, ma il lavoro sull'habitat deve proseguire in parallelo.

Il rischio sanitario legato all'Aedes albopictus funziona attraverso una catena: la zanzara preleva un patogeno da una persona infetta e lo trasmette a chiunque punga successivamente. Meno zanzare significa meno occasioni perché quella catena si chiuda.

Perché conta

Questa notizia non racconta un risultato definitivo, e forse è proprio questo il punto. Racconta un progetto che, prima di promettere una soluzione, si ferma a misurare quanto lontano volano le zanzare e quanto tempo restano in vita. È un modo di procedere che raramente fa notizia: si costruiscono le fondamenta prima di annunciare l'edificio.

C'è poi la scelta del metodo. Invece di aggiungere chimica all'ambiente, si interviene su un meccanismo biologico già esistente, sfruttando il comportamento dei maschi per ridurre le nascite. È un'idea che viene dal mondo agricolo e che ora si prova a trasferire in un contesto urbano europeo, con tutte le incognite del caso. E c'è la dichiarazione di Moreira sulla necessità di continuare a rimuovere l'acqua stagnante: nessuna tecnologia, da sola, sostituisce la cura dei luoghi in cui viviamo.

Forse il progresso più utile è fatto così: piccolo, verificabile, paziente, e quasi sempre frutto di più mani che lavorano nella stessa direzione.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da optimistdaily.com.