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Le viti sotto i pannelli solari producono uva più grande e sana

Foto: Philipp / Unsplash

Un esperimento di agrivoltaico ha mostrato che le viti coltivate all'ombra dei pannelli solari sviluppano grappoli più grandi e frutti più sani, generando al contempo energia pulita. La tecnica, già studiata su altre colture, si dimostra adatta anche a un settore delicato come la viticoltura.

Un vigneto di Primitivo, vitigno noto anche come Zinfandel, coltivato in parte sotto una distesa di pannelli solari: è l'esperimento condotto da un gruppo di ricerca dell'Università di Bari in un campo della Puglia, dove il sole intenso e il clima caldo del Mediterraneo offrono condizioni favorevoli a olive, pomodori e uve. I risultati, riportati dalla rivista PV Magazine, indicano che le viti ombreggiate dai moduli hanno sviluppato germogli più lunghi e grappoli più pesanti rispetto a quelle cresciute a pieno sole, continuando al tempo stesso a produrre energia pulita.

Come funziona l'agrivoltaico

La tecnica al centro dello studio si chiama agrivoltaico: si coltivano le piante sotto file di pannelli solari, sfruttando l'ombra parziale come elemento di coltivazione. Le ricerche precedenti su altre colture avevano già osservato un effetto sinergico. L'ombra riduce lo stress da calore e permette alla pianta di concentrare energie nella crescita invece che nella difesa dai raggi. Inoltre aumenta l'umidità a livello del suolo, che risalendo contribuisce a moderare la temperatura dei circuiti dei pannelli e a migliorarne leggermente la resa energetica.

L'esperimento in Puglia

Il gruppo dell'Università di Bari, coordinato dal professor Giuseppe Ferrara del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti, ha installato i pannelli su una sezione di un vigneto di 2,2 acri con viti di otto anni. Non era scontato che la tecnica funzionasse su un settore delicato come la viticoltura, dove la qualità del frutto dipende da equilibri sottili. I dati raccolti hanno mostrato che i tralci prodotti durante la stagione dalle viti parzialmente ombreggiate erano più del doppio più lunghi di quelli cresciuti a pieno sole, e che il peso di ogni grappolo era quasi triplo al momento della raccolta.

Frutti più sani, meno acqua

Oltre alla quantità, lo studio ha registrato differenze nella composizione delle bacche: concentrazioni di zuccheri più basse e maggiori quantità di acidi organici come i polifenoli. Le piante sotto i pannelli, secondo i ricercatori, subiscono meno stress termico, riescono a svolgere la fotosintesi con maggiore facilità e possono investire più energia in altri processi metabolici. A questo si aggiunge un effetto sulle risorse idriche: in una regione come il Sud Italia, dove le piogge sono limitate e l'irrigazione rappresenta una sfida, la minore richiesta d'acqua delle viti ombreggiate può alleggerire la pressione sugli acquiferi e ridurre i costi per il coltivatore.

Non una ricetta universale

Ferrara ha precisato che l'agrivoltaico non va considerato una soluzione valida ovunque. La tolleranza all'ombra varia tra le regioni e tra i vitigni, e lo stesso gruppo di ricerca ha indicato aree italiane, come quelle dei laghi con vitigni cresciuti su terreni morenici, che non trarrebbero beneficio da questo tipo di impianto. Per contesti caldi e secchi come la Puglia estiva, però, i risultati sembrano solidi, e i ricercatori ritengono che effetti simili si possano osservare anche su altre specie in condizioni climatiche comparabili, tenendo sempre conto della loro capacità di adattarsi all'ombra.

Perché conta

La viticoltura italiana affonda le radici nell'età del Bronzo e ha attraversato secoli di sperimentazione, dagli Etruschi ai Greci, dai Romani fino a oggi: un processo continuo di adattamento e affinamento. Questo esperimento si inserisce in quella stessa tradizione, ma la sposta su un terreno nuovo, dove la produzione agricola e quella energetica non si contendono lo spazio ma lo condividono. Non si tratta di un risultato clamoroso, quanto di un'indicazione precisa: in un clima che cambia, l'ombra può diventare una risorsa invece che un limite, e la stessa infrastruttura che genera elettricità può contribuire a far crescere frutti più sani con meno acqua. Il progresso, in questo caso, non si annuncia con un colpo di scena, ma si misura in tralci più lunghi, grappoli più pesanti e un conto dell'irrigazione che scende.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da goodnewsnetwork.org.