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Le buone notizie della settimana: divieto social per i minori nell'Ue e farmaco antitumorale approvato

Il riepilogo settimanale segnala l'approvazione nell'Unione europea di norme che vietano l'accesso ai social network ai minori, l'autorizzazione in Inghilterra di un farmaco che prolunga la vita nei malati di cancro e uno studio che collega la lettura a migliori condizioni di salute. Sono decisioni normative e sanitarie con effetti verificabili sulla popolazione.
L'Unione europea ha annunciato l'intenzione di vietare l'accesso ai social network ai minori di 13 anni, con un regime intermedio per la fascia 13-15. La proposta è stata presentata mercoledì da Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, e segna un cambio di rotta nel modo in cui le istituzioni comunitarie affrontano il rapporto tra adolescenti e piattaforme digitali. Nella stessa settimana, l'Inghilterra ha autorizzato un farmaco che allunga la vita delle pazienti con tumore al seno incurabile, mentre uno studio dell'Università di Cambridge ha collegato la lettura per piacere a migliori condizioni di salute mentale e a un rischio più basso di demenza.
Come funzionerà il divieto europeo
Il meccanismo immaginato da Bruxelles non punta a responsabilizzare le piattaforme, ma gli app store. Saranno i negozi di applicazioni a dover verificare l'età degli utenti, attraverso un sistema di controllo messo a punto dalla stessa Unione europea. Per i ragazzi tra i 13 e i 15 anni è previsto un accesso ridotto: un'ora al giorno, tramite "mini account" collegati al profilo di un genitore o di un tutore.
Von der Leyen ha motivato la scelta con parole nette: non è inevitabile accettare modelli di social network progettati per creare dipendenza, né che i bambini finiscano risucchiati in contenuti sempre più estremi. "Siamo noi a decidere le nostre regole, non le aziende tecnologiche", ha detto. La misura è stata accolta con favore dalle organizzazioni che si occupano di tutela dei minori. Leanda Barrington-Leach, direttrice esecutiva del gruppo 5Rights, ha parlato di una fine annunciata per l'epoca in cui la tecnologia si considerava un caso a parte, libera di sfruttare i minori a fini di profitto.
Non mancano le perplessità. Il nodo principale riguarda la privacy: un sistema di verifica dell'età impone a tutti, anche agli adulti, di fornire dati personali per accedere alle piattaforme. Patrick Grady, responsabile europeo per la tecnologia dell'Information Technology and Innovation Foundation, ha osservato che gli adolescenti troveranno comunque più difficile aggirare questi divieti e che l'Europa potrebbe riuscire dove l'Australia, finora, non è arrivata. I dettagli operativi del sistema di verifica non sono ancora pubblici.
Un farmaco approvato dopo due anni di attesa
In Inghilterra, il National Institute for Health and Care Excellence ha ribaltato la decisione presa nel 2024, quando aveva negato l'accesso a Enhertu ritenendolo troppo costoso. Il farmaco è destinato alle pazienti con tumore al seno metastatico HER2-low, una forma incurabile. Offre in media sette mesi di vita in più, con alcuni casi che arrivano a tre anni.
La Scozia e 26 Paesi dell'Unione europea lo rendevano già disponibile. In Inghilterra il via libera è arrivato dopo una campagna durata due anni, portata avanti da pazienti e associazioni. Tra queste, Breast Cancer Now ha chiesto che anche il Galles e l'Irlanda del Nord seguano l'esempio. Kathryn Hulland, una delle attiviste, ha raccontato cosa significa questa decisione: la speranza di più tempo con le persone care, e quella di poter accompagnare sua figlia di nove anni fino alle scuole superiori.
Città e Paesi che cambiano rotta
Sul fronte ambientale, Bristol ha vietato la pubblicità ai combustibili fossili e ad altri prodotti inquinanti. Il consiglio comunale guidato dai Verdi ha votato lunedì per outlaware gli annunci su carburanti, voli, SUV e, per la prima volta nel Regno Unito, moda ultra-veloce. Il divieto riguarda solo gli spazi pubblicitari gestiti dal comune. "Non vogliamo che Bristol sia un cartellone per gli inquinatori mentre lavoriamo per migliorare la salute, la qualità dell'aria e la natura in città", ha detto Heather Mack, vice leader del consiglio. Amsterdam, Cardiff ed Edimburgo hanno adottato misure simili. Le aziende protestano per la limitazione della libertà commerciale; i sostenitori rispondono che i divieti funzionano, come dimostra il caso delle pubblicità del tabacco.
Sempre in tema di ambiente, l'Islanda ha annunciato che a febbraio rivedrà la propria legislazione sulla caccia alle balene, con la possibilità di un divieto permanente. Il Paese è tra i pochi al mondo a permettere ancora la caccia commerciale, insieme a Giappone, Norvegia e Isole Fær Øer, nonostante la moratoria globale del 1986. In questa stagione sono già stati uccisi circa 80 esemplari di balenottera comune. L'organizzazione Humane World for Animals ha definito l'annuncio una tappa significativa.
Leggere fa bene, e qualcuno lo premia
Uno studio dell'Università di Cambridge ha analizzato dati provenienti da ricerche esistenti su migliaia di adulti e bambini, collegando la lettura per piacere a una migliore salute mentale, a una maggiore empatia e a un rischio ridotto di demenza. Una delle ricerche esaminate associa la lettura a una diminuzione del 33% del rischio di Alzheimer. Il legame non riguarda solo le competenze linguistiche: la lettura risulta associata anche ai risultati in matematica, perché i due ambiti condividono processi cognitivi simili. "Non è mai troppo tardi per iniziare", ha commentato Barbara Sahakian, che ha guidato lo studio.
A Singapore, il National Library Board ha lanciato la piattaforma Read SG, che permette di monitorare le abitudini di lettura e ottenere ricompense. L'obiettivo è rafforzare la cultura del libro in un contesto, come ha spiegato Melissa Tam, in cui si può scorrere centinaia di titoli, guardare un video o ottenere il riassunto di quasi qualsiasi cosa. Un'abbondanza che, avvertono gli esperti, può appiattire le funzioni cognitive.
Perché conta
Queste notizie hanno in comune una cosa: nessuna nasce da un colpo di scena. Il divieto europeo arriva dopo anni di segnalazioni sui danni dei social per i più giovani; il farmaco è stato approvato dopo due anni di pressione costante da parte di pazienti e associazioni; la lettura viene riconosciuta come fattore di salute dopo decenni di studi accumulati. Il progresso, quando è reale, raramente fa rumore: si presenta come una decisione amministrativa, una revisione di una norma, un fondo che viene istituito. Il punto non è che tutto si risolva, ma che alcune cose smettono di essere considerate inevitabili. Per anni si è dato per scontato che i social network fossero un ambiente senza regole per i minori, che un farmaco efficace ma costoso non potesse essere accessibile, che le pubblicità inquinanti fossero un dato di fatto. Ora non è più così, e il merito è di chi ha continuato a insistere anche quando la risposta era no.
Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da positive.news.