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Lasciare foglie e piante in giardino d'autunno aiuta le api a superare l'inverno

Rinunciare a tagliare i cespugli e a rastrellare le foglie offre rifugio alle api svernanti e ad altri insetti impollinatori. Un piccolo cambio nelle abitudini di giardinaggio può sostenere la biodiversità.

Ogni autunno la tentazione è la stessa: rastrellare le foglie, potare i cespugli fino a terra, ripulire le aiuole e mettere il giardino "a riposo". È un gesto che dà soddisfazione, ma secondo gli esperti di conservazione degli impollinatori è proprio in quel momento che rischiamo di distruggere l'habitat di cui le api selvatiche hanno bisogno per superare l'inverno. La buona notizia è che la soluzione non richiede nuovi acquisti né lavori: richiede di fare meno.

Chi vive davvero nel giardino

Negli Stati Uniti esistono oltre 3.600 specie di api autoctone, e la maggior parte non è rappresentata dall'ape mellifera. Sono le api selvatiche — le api muratrici, le tagliafoglie, le api minatrici, quelle dalle lunghe corna, i bombi e centinaia di altre specie — a essere in forte calo. Molte conducono una vita solitaria: ogni femmina costruisce il proprio nido, depone le uova, lo rifornisce di cibo, lo sigilla e muore. Come spiega Matthew Shepherd, direttore dell'outreach e dell'educazione presso la Xerces Society for Invertebrate Conservation, la prole "completa la maggior parte delle fasi della propria vita nella cella, restandovi fino all'anno successivo, quando emerge nella stessa stagione in cui era attiva la madre". Quel nido, quasi certamente, si trova da qualche parte nel nostro giardino.

Sam Droege, biologo della fauna selvatica dello USGS, ricorda che le api selvatiche nidificano sopra e sotto il terreno, ovunque si viva. La progettista di paesaggi ecologici Kim Eierman lo dice senza giri di parole: "Potresti avere centinaia o persino migliaia di singole api che usano il tuo paesaggio. La buona notizia è che non devi fare molto per dare loro un posto dove vivere".

Le foglie: spostarle, non imbustarle

Le regine dei bombi svernano scavando qualche centimetro sotto terra o nel fogliame in decomposizione. Ammucchiare le foglie sulle aiuole o in un angolo del cortile le trasforma in un rifugio invernale, utile anche alle lucciole e ad altri piccoli abitanti del giardino. Il consiglio di Shepherd è pratico: togliere le foglie dove rappresentano un pericolo di scivolamento o dove bloccano un tombino, ma lasciarle sulle bordure fiorite, alla base delle siepi o in un angolo appartato. Un rastrello o una scopa fanno il lavoro senza il disturbo provocato da un soffiatore.

Cosa non tagliare

Potare tutto fino al suolo in autunno può costare alle api selvatiche la loro casa invernale. "Evitare la tipica pulizia autunnale delle piante e mantenere gli steli delle perenni e delle annuali crea opportunità di nidificazione per le api che nidificano nei tunnel, come le piccole api carpentiere e le tagliafoglie", spiega Shepherd. Anche gli uccelli ne traggono vantaggio, perché si nutrono delle infiorescenze secche durante l'inverno.

Per chi tiene a un giardino ordinato, Droege propone un compromesso praticabile: tagliare a circa trenta centimetri di altezza invece che a terra. "Una pianta deve essere danneggiata o morta perché le api possano usarla", dice, quindi un taglio più corto crea comunque una struttura di nidificazione utilizzabile senza sembrare trascurato.

Se la pulizia è già iniziata, il consiglio è di non compostare ciò che si è tagliato. "Se qualche ape sta già nidificando negli steli, compostarli causerà la fine di quel ciclo", avverte Droege. Un mucchio lasciato sciolto a terra o dietro la rimessa mantiene il ciclo in movimento. Eierman aggiunge che gli steli midollosi di sambuco, lampone, ortensia e Eupatorium purpureum sono particolarmente utili alle api che nidificano nelle cavità e possono essere legati in fasci e lasciati sul posto per tutto l'inverno.

Rami, ceppi e cespugli di more

I rami potati possono finire in un mucchio di sterpaglie invece che nel compost. I mucchi sciolti servono a poco: secondo Eierman devono essere "abbastanza compatti e densi, in modo da offrire cavità che riparino le api dalla pioggia". Gli alberi morti o morenti, se lontani dalla casa, meritano di essere conservati: sono i cosiddetti "snag", tronchi secchi in cui gli scarabei scavano gallerie che le api nidificatrici di cavità utilizzano la stagione successiva. Un albero troppo alto per stare tranquilli può essere accorciato a un'altezza gestibile senza perdere ciò che lo rende utile.

Per i frutti a fusto come lamponi, more e more di rovo la logica è la stessa. "I frutti a fusto fruttificano solo al secondo anno", ricorda Droege. "Invece di tagliarli a terra, portarli a trenta centimetri di altezza offre le migliori opportunità di nidificazione".

Perché conta

Questa notizia non parla di una scoperta scientifica né di un intervento costoso. Parla di un cambio di sguardo: ciò che l'occhio abituato alla cura del giardino vede come disordine — foglie accumulate, steli secchi, rami morti — è in realtà un'infrastruttura abitativa che esiste già e che funziona da sola. La biodiversità, in questo caso, non si costruisce aggiungendo qualcosa, ma smettendo di togliere.

C'è un aspetto che vale la pena sottolineare: le indicazioni degli esperti non chiedono di rinunciare del tutto all'ordine, ma di distinguere tra il disordine che dà fastidio e quello che dà rifugio. Il compromesso dei trenta centimetri, il mucchio di rami dietro la rimessa, le foglie lasciate alla base della siepe: sono gesti minimi, alla portata di chiunque abbia un cortile o anche solo un balcone con qualche vaso. Il progresso silenzioso, in questo caso, consiste nel riconoscere che il nostro istinto di pulizia non è sempre un bene per chi condivide lo spazio con noi. A volte la cura migliore è la pazienza di non intervenire.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da optimistdaily.com.