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La NASA punta a un reattore nucleare sulla Luna entro il 2030

L'agenzia spaziale statunitense sta accelerando sul programma LR-1, destinato ad alimentare una base lunare, mentre il reattore SR-1 dovrebbe partire per Marte nel 2028. L'energia nucleare è considerata una soluzione per garantire forniture stabili nelle missioni di lunga durata.

La NASA e il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti hanno firmato un accordo per lo sviluppo di reattori nucleari destinati allo spazio. L'intesa, intitolata "Accelerating American Leadership in Space Nuclear Power and Propulsion", entra in vigore il 1° novembre e copre ricerca, produzione di combustibile, test, integrazione sui lanciatori e operazioni in orbita. Due i programmi al centro del piano: il reattore SR-1 Freedom, diretto verso Marte nel 2028, e l'LR-1 Lunar Reactor-1, che dovrebbe raggiungere la superficie lunare nel 2030 per alimentare una futura base vicino al Polo Sud.

Il reattore che andrà su Marte

L'SR-1 Freedom testerà la propulsione nucleare elettrica. Il sistema utilizza uranio HALEU, con una concentrazione di uranio-235 compresa tra il 5% e il 19,75%, e un ciclo Brayton per generare circa 20 kilowatt elettrici. L'energia alimenta propulsori a effetto Hall. A bordo non ci saranno astronauti. La sonda trasporta SkyFall, una flotta di tre elicotteri derivati dall'Ingenuity, equipaggiati con radar, telecamere e sensori per la ricerca di ghiaccio d'acqua. Il primo sorvolo di Marte è previsto nel 2029, mentre gli elicotteri dovrebbero raggiungere il pianeta nell'autunno del 2030. Nel frattempo, la NASA ha spostato il Power and Propulsion Element dal programma Gateway all'SR-1.

Perché un reattore sulla Luna

Il Polo Sud lunare presenta periodi di oscurità che durano più giorni. I crateri in ombra permanente potrebbero custodire depositi di ghiaccio d'acqua. In questo contesto, l'energia da fissione funziona indipendentemente dalla luce solare. L'LR-1 potrebbe alimentare habitat, sistemi di comunicazione, strumenti scientifici e rover. L'infrastruttura della Moon Base è pianificata tra il 2029 e il 2032, con la costruzione di un avamposto permanente che inizierebbe dopo il 2032. Il reattore lunare non ha ancora un progetto definitivo.

Un percorso tecnico non lineare

Il programma SPARC ha cercato un sistema da circa 20 kilowatt elettrici, ma resta in fase 1, in attesa della Preliminary Design Review. Il limite di carico utile del lander è di otto tonnellate. Sul fronte storico, il SNAP-10A, lanciato nel 1965, è stato l'unico reattore a fissione statunitense inviato nello spazio. Nel 2018 il test a terra KRUSTY ha dimostrato il funzionamento di un piccolo sistema a fissione. La disponibilità commerciale di HALEU negli Stati Uniti è limitata: Centrus ne ha prodotto circa 900 chilogrammi nel 2025 nell'impianto dimostrativo di Piketon.

Il quadro internazionale

Un ordine esecutivo firmato a dicembre 2025, "Ensuring American Space Superiority", richiede che il reattore lunare sia pronto entro il 2030. Sul piano internazionale, la Cina e la Russia pianificano la International Lunar Research Station entro il 2035.

Perché conta

Questa notizia parla di un progresso che procede per tappe tecniche, non per annunci. Un accordo tra due agenzie, un reattore che non ha ancora un progetto definitivo, un impianto dimostrativo che produce combustibile in quantità limitate: sono passaggi poco visibili, ma sono quelli che rendono possibile una presenza stabile oltre l'orbita terrestre. L'energia nucleare spaziale non risolve un problema di prestigio, risolve un problema di continuità: senza luce solare per giorni, una base al Polo Sud ha bisogno di una fonte che non dipenda dal ciclo giorno-notte. Guardare queste cose significa accettare che il progresso reale assomiglia più a una catena di verifiche che a un momento decisivo. E che la costanza, in questo campo, conta più della velocità.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da greenme.it.