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L'Ungheria abroga la legge anti-LGBTQ e sblocca miliardi di fondi europei

Il parlamento ungherese ha votato l'abrogazione della legge del 2021 che vietava la rappresentazione dell'omosessualità e delle identità transgender nelle scuole e nei media. Pochi minuti dopo il voto, l'Unione europea ha annunciato lo sblocco dei fondi congelati.

Il parlamento ungherese ha votato martedì scorso l'abrogazione della legge sulla protezione dell'infanzia del 2021, il provvedimento che vietava la rappresentazione dell'omosessualità e delle identità transgender nelle scuole e nei media. Pochi minuti dopo il voto, l'Unione europea ha annunciato lo sblocco di 4,2 miliardi di euro di fondi che erano stati congelati per violazioni dello stato di diritto. Budapest aveva contato su questo legame tra la norma e i finanziamenti europei.

Cosa prevedeva la legge del 2021

Il governo di Viktor Orbán aveva presentato la legge come una misura a tutela dei minori. Il testo limitava la diffusione di contenuti legati all'omosessualità e alle identità transgender negli istituti scolastici e nei mezzi di comunicazione. Per anni la norma è rimasta un punto fermo dell'agenda politica dell'esecutivo, sostenuta da una maggioranza parlamentare solida.

La crepa nello scudo

A cambiare gli equilibri è stato un caso giudiziario. Il governo ha concesso la grazia al vicedirettore di un istituto per l'infanzia, condannato per aver coperto degli abusi. Lo scandalo ha trasformato quella che era una risorsa politica in un peso. Péter Magyar, alla guida della nuova maggioranza, ha impostato la campagna sulla protezione dei bambini affidati alle strutture statali, evitando in larga parte il tema dei diritti LGBTQ per non perdere voti nell'elettorato conservatore.

Il pacchetto e la maggioranza dei due terzi

Il testo abrogativo non si è fermato alla legge del 2021: ha toccato anche la politica educativa dell'era Fidesz e le norme sul diritto di assemblea. Il partito Tisza, che dispone di una maggioranza parlamentare dei due terzi, ha approvato il pacchetto senza negoziati. Il voto ha riaperto anche la strada per il rientro dell'Ungheria nei programmi europei Erasmus+ e Horizon Europe, entrambi sospesi durante gli anni di Orbán.

Cinque anni di lavoro civile

Dietro l'abrogazione c'è la pressione costante della società civile. La Háttér Society, organizzazione ungherese per i diritti civili, ha combattuto quella legge per cinque anni. Secondo il gruppo, la maggior parte dei problemi segnalati nella bozza del nuovo testo è stata corretta. Tamás Dombos, esponente della Háttér Society, ha accolto con favore l'approvazione. Il lavoro dell'organizzazione non si è però concluso: Háttér continua a chiedere il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso, il diritto all'adozione per le coppie omosessuali e la possibilità per le persone transgender di cambiare i nomi sui documenti ufficiali. Nessuna di queste misure è contenuta nella nuova legislazione.

Perché conta

Le leggi non cambiano da sole, e nemmeno i numeri dei fondi europei. A spostare il confine, in questo caso, è stata la combinazione di tre fattori: una battaglia legale e culturale lunga cinque anni, condotta da un'organizzazione piccola e ostinata; un fatto di cronaca che ha incrinato la credibilità morale di una norma presentata come protezione; e un calcolo politico che ha reso conveniente ciò che prima sembrava impossibile. Il risultato è arrivato in pochi minuti di voto, ma era maturato molto prima, lontano dai riflettori.

Resta un punto che il testo non risolve. Dombos descrive una comunità che continua a bussare a una porta chiusa, ma che almeno ora viene ascoltata. È una distinzione sottile e importante: l'abrogazione di una legge restrittiva non equivale al riconoscimento dei diritti. Segna però un cambio di direzione, e nel modo di guardare le cose questo conta. Il progresso, spesso, non si annuncia con un colpo di scena: si accumula in anni di lavoro paziente, finché un giorno il parlamento vota e i fondi si sbloccano.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da optimistdaily.com.