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L'Etiopia trasforma i cittadini in forestali con la Green Legacy Initiative

Dopo decenni di perdita di copertura arborea, l'Etiopia ha coinvolto milioni di cittadini nella piantumazione di alberi attraverso la Green Legacy Initiative. Il programma mira a ripristinare il paesaggio e a creare opportunità economiche, segnando un'inversione di tendenza rispetto al passato.

Per decenni l'Etiopia ha perso foreste: tra l'inizio del millennio e il 2025 il paese ha visto sparire circa 560.000 ettari di copertura arborea, poco più di 2.160 miglia quadrate, ceduti all'agricoltura, al taglio del legname e alla produzione di carbone. Poi, nel 2019, il governo ha avviato la Green Legacy Initiative e i cittadini hanno cominciato a piantare alberi. Molti alberi. Il programma punta a ripristinare il paesaggio, trattenere suolo e acqua e aprire opportunità economiche, invertendo una tendenza che sembrava consolidata.

I numeri ufficiali e i dubbi

Il governo sostiene di aver piantato 48 miliardi di alberi in sette anni, con un picco dichiarato di 353 milioni di semenzali in un solo giorno, e punta a 50 miliardi entro il 2030. Sono cifre che invitano alla cautela. Ricercatori che hanno esaminato programmi etiopi di piantumazione hanno rilevato che 10 dei 15 schemi con obiettivi definiti hanno raggiunto meno del 50 per cento del successo previsto. Studi condotti in Asia indicano che quasi la metà degli alberi piantati per riforestazione non sopravvive oltre i cinque anni. Il comitato tecnico del governo stesso ha stimato tassi di sopravvivenza dell'83 per cento nel 2019 e del 79 per cento l'anno successivo, ma alcuni ricercatori hanno messo in dubbio queste cifre e una valutazione indipendente più sistematica è ora in corso. Quanti dei 48 miliardi di alberi dichiarati siano ancora vivi non è stato stabilito da verifiche esterne.

La donna che ha zappato più a lungo dei vicini

Nella zona di Berbere, in Oromia, Halima Kedir ha iniziato a piantare alberi e non si è fermata nonostante lo scetticismo dei vicini. "Pensavano che mi stessi affannando per nulla", racconta, seduta in un giardino oggi pieno di banani, olivi e grevillea. Ha piantato migliaia di alberi e ha perso il conto esatto. I risultati hanno cambiato idea a chi prima era fermamente contrario. La sua vicina Fate Abdulahi, un tempo tra i diffidenti, oggi la definisce "un modello e qualcuno disposto a trovare soluzioni locali ai nostri problemi".

Kedir, 35 anni, descrive il suo rapporto con i semenzali attraverso la guddifachaa, la tradizione oromo di adottare bambini nella famiglia e nella comunità. "Proprio come adottiamo un bambino nella nostra tradizione, li vedo come figli miei", dice. La zona soffre di gravi carenze idriche: per annaffiare i suoi alberi cammina circa un'ora all'andata e una al ritorno. Suo figlio tredicenne, Anwar Hassen, dice di voler "assumere un impegno per tutta la vita nella lotta contro il cambiamento climatico". Migliaia di famiglie della zona si sono unite all'iniziativa. WaterAid Ethiopia ha distribuito circa 55.000 semenzali di specie autoctone nel distretto, con un tasso di crescita finora riportato dell'85 per cento.

Cosa dicono i dati sulla deforestazione

Il tasso annuo di deforestazione etiope è sceso da 92.000 ettari (circa 227.000 acri) nel 2013 a 27.703 ettari (circa 68.500 acri) nel 2023, un calo di circa il 70 per cento. Nello stesso periodo la copertura forestale è passata dal 15,5 al 23,6 per cento. Sono numeri che provengono dal governo: la verifica indipendente dei tassi di sopravvivenza a lungo termine è ancora in corso.

Yitebitu Moges, che coordina il programma REDD+ contro la deforestazione del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente in Etiopia, riconosce l'incertezza ma non ritiene che sminuisca ciò che sta accadendo. "Anche se sopravvivesse metà degli alberi piantati, stiamo già guadagnando umidità, trattenendo il suolo e sequestrando carbonio", afferma. Il cambiamento che gli interessa di più è però più difficile da misurare: "La nostra storia è passata dalla deforestazione alla forestazione. Le persone sono sempre più consapevoli che la deforestazione fa male".

Il fondo e la conferenza sul clima

Nel 2024 il parlamento etiope ha istituito il Green Legacy and Landscape Restoration Special Fund, destinando tra lo 0,5 e l'1 per cento del bilancio federale annuale — all'incirca tra 63 e 140 milioni di dollari — al ripristino dei terreni degradati. A novembre 2027 l'Etiopia ospiterà ad Addis Abeba la COP32, la trentaduesima conferenza delle Nazioni Unite sul clima. Parte del motivo è proprio ciò che il paese ha fatto con i suoi alberi. Kedir, che continua a curare semenzali a Berbere, ha già pronto un messaggio per chiunque arriverà.

Perché conta

Questa storia si legge meglio se si smette di chiedere se il numero è esatto e si comincia a chiedere cosa succede quando milioni di persone piantano alberi per anni. La cifra di 48 miliardi è probabilmente destinata a restare contestata, e i ricercatori fanno bene a chiedere verifiche: un albero piantato non è un albero cresciuto. Ma la differenza tra il prima e il dopo non sta solo nei conteggi. Sta in un tasso di deforestazione che crolla di circa il 70 per cento in un decennio, in una copertura forestale che risale, in un fondo pubblico che mette soldi veri sul ripristino dei terreni. E sta in una donna che cammina un'ora per annaffiare alberi che i vicini consideravano tempo sprecato, e che oggi viene indicata come esempio da quegli stessi vicini.

Il progresso che non fa rumore assomiglia spesso a questo: non un annuncio, ma una pratica che si ripete finché cambia ciò che le persone vedono come normale. Per decenni in Etiopia tagliare alberi era la norma e piantarli un'eccezione; oggi, almeno in alcune zone, è il contrario. Resta aperta la domanda più difficile, quella sulla sopravvivenza effettiva delle piante, e la risposta arriverà solo dai dati che si stanno raccogliendo. Ma anche nella versione più prudente — metà degli alberi vivi — il suolo trattiene più acqua, l'erosione rallenta, il carbonio resta immagazzinato. A volte il modo giusto di guardare un cambiamento non è aspettare la prova definitiva, ma notare che la direzione si è invertita.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da optimistdaily.com.