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In Wisconsin apre il primo sentiero certificato di foresta-terapia

Il percorso è il primo negli Stati Uniti riconosciuto secondo i criteri dello shinrin-yoku, la pratica giapponese di immersione lenta nel bosco. Un'occasione per riflettere su come il contatto con la natura venga integrato in spazi pubblici accessibili a tutti.

A Eagle River, nel Wisconsin, ha aperto il primo sentiero di foresta-terapia certificato dello stato. Si chiama Tara Lila Forest Bathing Trail ed è un percorso di un miglio, sterrato e ghiaioso, a una decina di minuti d'auto dal centro della cittadina, nel campus di Trees for Tomorrow, in mezzo a un bosco di pioppi altissimi. La certificazione arriva dalla Association of Nature and Forest Therapy Guides and Programs, l'organizzazione che riconosce i percorsi secondo i criteri dello shinrin-yoku; nel mondo i sentieri certificati sono circa cinquanta. Il tracciato è aperto sia alle sessioni guidate sia a chi vuole camminare da solo.

Cos'è lo shinrin-yoku

Il termine shinrin-yoku, letteralmente "bagno nella foresta", fu coniato nel 1982 da Tomohide Akiyama, allora direttore del Ministero dell'Agricoltura, delle Foreste e della Pesca del Giappone, in risposta all'aumento dei casi di depressione legata allo stress mentre il Paese si urbanizzava rapidamente. L'idea di fondo non è quella di attraversare il bosco con un obiettivo, ma di abitarlo: rallentare abbastanza da accorgersi della temperatura dell'aria, dell'odore del muschio, della qualità particolare del silenzio che si raccoglie sotto le chiome. Da allora diversi studi hanno rilevato che questa pratica riduce in modo misurabile la pressione sanguigna e il cortisolo e migliora il sonno.

Come funziona il percorso

La guida certificata Cindy Conlon raduna il gruppo in cerchio per qualche minuto di respirazione prima che chiunque cominci a camminare. Il sentiero ha nove punti di sosta, ciascuno con una carta-invito che chiede di fermarsi e notare qualcosa: i suoni, gli odori, le texture, ciò che si muove e ciò che resta immobile. Tra una tappa e l'altra si cammina in silenzio, poi ci si ritrova a condividere quello che si è colto. C'è chi nota il vento tra le foglie dei pioppi, chi il legno marcio che scricchiola sotto i piedi. Le stesse carte sono disponibili al punto di partenza per chi affronta il sentiero in autonomia.

Conlon descrive lo stato che ne deriva come "relax vigile": essere calmi e svegli nello stesso tempo. E osserva che è più difficile da raggiungere di quanto si pensi. "La maggior parte delle persone è tesa e stanca", ha detto. "Hanno bisogno di un'altra dose di caffeina o di un'altra bevanda energetica per arrivare a fine giornata".

Chi arriva su questo sentiero

Heather Fletcher, di Eagle River, non è venuta perché la foresta-terapia va di moda. È venuta perché, quattro anni dopo un ictus che l'ha costretta a reimparare a camminare, il sovraccarico sensoriale di folla e rumore riusciva a mandarle il sistema nervoso in tilt in modi difficili da smaltire. Il bosco era diventato la via più affidabile per tornare in equilibrio. "Per me uscire nella natura è l'unico modo per resettare il sistema nervoso centrale", ha raccontato. "Vengo sopraffatta dalla folla, dalle luci, dai suoni, ma se esco e vado nella natura riesco a ritrovare il mio equilibrio".

Russ Stauber, di Marshfield, è andato in pensione a maggio dopo una carriera passata tra i reparti di fabbrica e il traffico autostradale. Cercava l'esatto contrario. "In fabbrica c'è davvero tanto rumore, e sulla strada devi fare i conti con il traffico, mentre qui è l'opposto: così silenzio", ha detto. "Fanne quello che vuoi, e goditela il più possibile usando i tuoi sensi". Beth Soltow, di Arbor Vitae, ha descritto una vita che raramente lascia spazio alla quiete: famiglia, lavoro, e sotto tutto il brusio costante dell'idea che il riposo sia qualcosa che non ti sei ancora guadagnata. L'esperienza l'ha colta emotivamente alla sprovvista.

Perché conta

Una cosa come questa non fa notizia per quello che aggiunge, ma per quello che toglie: un miglio di ghiaia, nove soste, nessuna attrezzatura, nessun biglietto d'ingresso. È la versione più sobria di progresso, quella che non si annuncia con un primato ma con un cartello all'imbocco del sentiero e un mazzo di carte a disposizione di chi passa. Il fatto che il percorso sia certificato dice qualcosa di preciso: che esiste un organismo capace di riconoscere una pratica e di tradurla in uno standard, e che quello standard può essere applicato a un bosco di pioppi nel Wisconsin settentrionale esattamente come altrove.

Vale anche per come guardiamo i problemi di chi arriva su quel sentiero. Fletcher non cerca una cura, cerca un posto dove il suo sistema nervoso smetta di difendersi; Stauber non cerca una terapia, cerca il contrario del rumore che ha abitato per decenni. Lo stesso tracciato risponde a bisogni diversi senza doverli nominare. Forse è questo che rende l'idea replicabile: non serve convincere nessuno che la natura faccia bene, serve solo lasciare che sia accessibile, vicina, percorribile a piedi lento. Un miglio può bastare.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da optimistdaily.com.