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In Indonesia, foto pagate trasformano i cacciatori in protettori degli animali

Foto: Jeremy Bishop / Unsplash

Nel Kalimantan Occidentale, un programma di pagamento per foto ha coinvolto membri di nove villaggi nella conservazione di uccelli e orangotanghi in via di estinzione. L'iniziativa dal basso sta producendo risultati significativi per la fauna locale. Un esempio di come incentivi economici possano allinearsi con la tutela ambientale.

Nel Kalimantan Occidentale, la provincia indonesiana che occupa la parte dell'isola del Borneo sotto sovranità indonesiana, un programma di pagamento per foto e registrazioni audio della fauna selvatica sta coinvolgendo gli abitanti di nove villaggi. Si chiama KehatiKu, è finanziato fino al 2028 e gestito attraverso la società internazionale di consulenza per la conservazione Borneo Futures. Vi partecipano oltre 800 persone del posto, le cui segnalazioni hanno prodotto 378.000 osservazioni confermate, tra cui quelle di specie in pericolo critico come l'orango del Borneo e il gibbone di Abbott.

Come funziona il pagamento

Il meccanismo è semplice: chi avvista un animale lo fotografa o ne registra il verso, carica il materiale su un'applicazione mobile sviluppata appositamente e riceve un compenso alla fine di ogni mese. Un abitante può guadagnare fino a 200 dollari mensili, e molto di più se riesce a documentare una specie rara. Il programma ha ricevuto finora 300.000 dollari di finanziamenti filantropici, destinati allo sviluppo dell'app, a un sistema di intelligenza artificiale che assiste lo staff nell'identificazione delle osservazioni e ai pagamenti stessi.

Il direttore di Borneo Futures Indonesia, Nardiyono, ha spiegato all'agenzia AFP il cambio di prospettiva economica: un tempo un uccello catturato valeva 50.000 rupie, mentre oggi basta inviare una foto per riceverne tra 5.000 e 10.000. La differenza non è solo nel valore, ma in ciò che richiede: non uccidere, ma osservare.

Le voci dal campo

Imelda, contadina di 72 anni che vive a Labian, va ogni giorno nei boschi con le amiche per provare a fotografare un orango, il premio più ambito. "Vogliamo davvero, davvero proteggerli", ha detto. Octavius, 50 anni, coltivatore di kratom e cacao, racconta che il denaro lo aiuta a pagare gli studi universitari dei figli.

Prima dell'arrivo del programma, gli abitanti cacciavano abitualmente uccelli dal piumaggio colorato o eliminavano cervi e cinghiali che danneggiavano i raccolti. Tra le specie documentate c'è anche il gatto dalla testa piatta, uno dei felini meno conosciuti al mondo, fotografato da uno degli osservatori della comunità di Sungai Ajung.

Dati che servono alla scienza

Le centinaia di migliaia di osservazioni non hanno solo un valore economico per chi le produce. Grazie a questo flusso continuo di segnalazioni, i ricercatori hanno potuto stimare la densità delle popolazioni animali, tracciare gli spostamenti e raccogliere informazioni più dettagliate sul comportamento diurno delle specie. Erik Meijaard, direttore generale di Borneo Futures, in una presentazione del programma per l'Unione internazionale per la conservazione della natura ha scritto che l'iniziativa "è molto popolare e ha portato a una protezione spontanea della fauna selvatica", aggiungendo che ora esistono prove di come foreste e animali siano valutati più per la loro conservazione che per il loro sfruttamento. Il mese prossimo altri due villaggi entreranno nel programma.

Perché conta

Questa storia riguarda un cambio di sguardo prima ancora che un cambio di regole. Per decenni, la conservazione è stata pensata come qualcosa che si cala dall'alto: aree protette, divieti, sanzioni. Qui il punto di partenza è diverso. Un abitante che aveva un motivo concreto per cacciare — vendere un uccello, difendere un raccolto — ne ha ora uno altrettanto concreto per non farlo. Non perché qualcuno glielo imponga, ma perché conviene. È un'idea semplice, quasi ovvia, e proprio per questo difficile da mettere in pratica: allineare l'interesse individuale con quello collettivo invece di opporli. Il risultato, in questo caso, è un archivio di 378.000 osservazioni che nessuna équipe di ricercatori avrebbe potuto raccogliere da sola, costruito da centinaia di persone che conoscono il proprio territorio meglio di chiunque altro. Il progresso che non fa rumore spesso assomiglia a questo: non un annuncio, ma una foto inviata, un pagamento ricevuto, un orango cercato ogni mattina nel bosco.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da goodnewsnetwork.org.