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Il ritorno all'ora solare fa dormire un'ora in più e conferma i risparmi del 2026

Con lo spostamento delle lancette si chiude la stagione dell'ora legale, che ha prodotto risparmi energetici documentati. Un'ora di sonno in più per tutti nella notte del cambio.
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 le lancette tornano indietro di sessanta minuti: alle 3:00 l'orologio segna di nuovo le 2:00. È la fine dell'ora legale, iniziata il 29 marzo, e per chi dorme significa un'ora in più. La notte dura venticinque ore, il buio arriva un'ora prima la sera e le mattine guadagnano inizialmente un po' di luce. Il prossimo appuntamento con il cambio è fissato per il 28 marzo 2027, quando le lancette andranno avanti.
I numeri di Terna
Il 23 ottobre 2026 Terna ha diffuso i dati sui consumi del periodo appena concluso. Durante i mesi di ora legale l'Italia ha risparmiato circa 300 milioni di kilowattora di elettricità, pari al consumo annuo di circa 115.000 famiglie italiane. In termini economici il beneficio supera i 90 milioni di euro, calcolato applicando un costo medio dell'energia di 31,4 centesimi per kilowattora, tasse incluse, sulla base dei dati ARERA utilizzati dalla stessa Terna. Si tratta di stime nazionali sul sistema elettrico, non di uno sconto diretto sulla bolletta di ogni singola famiglia: il risparmio riguarda il fabbisogno complessivo del Paese.
Guardando più indietro, il conto diventa più consistente. Dal 2004 al 2026 l'ora legale ha prodotto risparmi per oltre 12,3 miliardi di kilowattora, con un beneficio economico di lungo periodo stimato in circa 2,4 miliardi di euro. Numeri che si accumulano un'ora alla volta, due volte l'anno, senza che nessuno debba fare nulla oltre a spostare le lancette.
Una regola comune europea
Il meccanismo è regolato dalla direttiva europea 2000/84/CE, che fissa date comuni per il passaggio tra ora solare e ora legale in tutti gli Stati membri. L'obiettivo è armonizzare gli orari e ridurre le complicazioni per trasporti, comunicazioni e scambi. Il tema, però, è da anni oggetto di discussione. Nel 2018 una consultazione pubblica della Commissione europea raccolse circa 4,6 milioni di cittadini, e la maggioranza dei partecipanti si espresse a favore dell'abolizione del cambio stagionale. Nel 2019 il Parlamento europeo approvò una proposta per porre fine ai cambi di orario, ma quella proposta non arrivò all'approvazione finale. Resta aperta la questione di quale orario mantenere in modo permanente, se quello estivo o quello solare, e non esiste una data ufficiale dell'Unione per l'abolizione del cambio.
Un'idea vecchia di secoli
L'ora legale ha una storia lunga e non sempre lineare. Nel 1784 Benjamin Franklin ne suggerì l'idea, in modo ironico, proponendo di alzarsi prima per risparmiare candele. L'introduzione vera e propria arrivò in diversi Paesi durante la Prima guerra mondiale, per contenere i consumi. L'Italia la adottò nel 1916, la abolì e la ripristinò più volte, fino a renderla stabile dal 1966. Oggi non tutti la applicano: Giappone, Islanda e gran parte dell'Africa mantengono lo stesso orario tutto l'anno, e alcuni territori degli Stati Uniti e dell'Australia non spostano le lancette.
Perché conta
Il risparmio di 300 milioni di kilowattora non si vede accendendo un interruttore, e nemmeno in bolletta. È un effetto diffuso, distribuito su milioni di abitazioni e uffici, che si somma giorno dopo giorno per sette mesi. La notizia di questo fine ottobre è che un gesto semplice e collettivo, spostare le lancette di un'ora, produce un risultato misurabile e documentato: oltre 90 milioni di euro in un solo periodo, 12,3 miliardi di kilowattora dal 2004 a oggi. È il tipo di progresso che non fa rumore, fatto di abitudini condivise e di regole comuni, e che si può leggere solo guardando i numeri a fine stagione.
Il dibattito europeo, però, ricorda che nessun meccanismo è definitivo. Una consultazione con 4,6 milioni di partecipanti e una proposta approvata dal Parlamento nel 2019 sono rimaste senza esito, perché la domanda successiva, quale orario scegliere, non ha ancora una risposta condivisa. Intanto il cambio torna il 28 marzo 2027, e con esso ricomincia il conteggio.
Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da greenme.it.