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Il Nobel per la Pace 2026 a Navi Pillay premia una vita per i diritti umani

Foto: Arcade Arena / Unsplash

Il premio è stato conferito alla magistrata sudafricana Navanethem "Navi" Pillay per il suo impegno di lunga durata nella giustizia internazionale e nella difesa dei diritti umani. Un riconoscimento al lavoro delle istituzioni che perseguono i crimini contro l'umanità.

Il Comitato norvegese per il Nobel ha assegnato il Premio per la Pace 2026 alla magistrata sudafricana Navanethem "Navi" Pillay, con l'annuncio di venerdì 9 ottobre. Il riconoscimento cita il suo impegno per la pace e per il diritto internazionale, portato avanti per decenni tra i tribunali e le istituzioni delle Nazioni Unite. Nata nel 1941 da famiglia di origine tamil, Pillay è conosciuta per la difesa dei diritti umani e per l'attivismo contro l'apartheid.

Dalla magistratura sudafricana ai tribunali internazionali

Nel 1995 Nelson Mandela la nominò alla Corte suprema del Sudafrica, dove fu la prima donna non bianca a sedere in quel consesso. Da lì il suo percorso si è spostato sul piano internazionale: ha ricoperto il ruolo di giudice in diversi organismi di diritto internazionale fino al 2019, tra cui il Tribunale penale internazionale per il Ruanda, la Corte penale internazionale e la Corte internazionale di giustizia. Un itinerario che attraversa le principali istituzioni giudiziarie nate nel secondo dopoguerra per giudicare i crimini più gravi.

Una giurisprudenza che cambia le definizioni

Nel corso del suo lavoro Pillay ha contribuito a stabilire che lo stupro e le aggressioni sessuali possono essere considerati atti di genocidio. È un passaggio tecnico ma decisivo: sposta la violenza sessuale di massa dal margine delle categorie giuridiche al centro dei crimini che il diritto internazionale persegue. Non un ampliamento retorico, ma un cambio di qualificazione che incide su come i tribunali leggono i fatti e su cosa possono perseguire.

Dall'Onu alle indagini su Gaza

Dal 2008 al 2014 è stata Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. In quel periodo ha sostenuto la libertà di espressione nel caso delle sanzioni a WikiLeaks del 2010 e ha preso posizione a favore di Edward Snowden di fronte alle pressioni politiche del 2014. Dal 2014 ha denunciato violazioni del diritto internazionale a Gaza. Nel 2021 è stata nominata a capo dell'inchiesta indipendente dell'Onu sui territori palestinesi occupati; la commissione ha riferito nel 2024 di crimini di guerra a Gaza, e il rapporto finale, pubblicato il 16 settembre 2025, ha concluso che Israele ha commesso quattro dei cinque atti di genocidio previsti dalla Convenzione Onu del 1948. Stati Uniti e Israele hanno criticato Pillay e sanzionato la Corte penale internazionale.

Il rigore come criterio

Il Comitato norvegese ha motivato il premio richiamando il rigore giuridico, l'integrità e il coraggio della magistrata, e ha sottolineato che un sistema giuridico internazionale è essenziale per un mondo pacifico. Nelle stesse motivazioni è arrivato un avvertimento: giudici e istituzioni giudiziarie sono esposti ad attacchi politici. Il premio di quest'anno si distingue nettamente da quello del 2025, assegnato a Corina Machado.

Perché conta

Le notizie che riguardano i tribunali internazionali raramente hanno la rapidità di un risultato visibile. Il lavoro di Pillay si è svolto soprattutto dentro procedure lunghe, definizioni da precisare, rapporti che arrivano a distanza di anni dai fatti che esaminano. Eppure è lì che si decide se una violenza può essere nominata e perseguita: stabilire che lo stupro può costituire atto di genocidio non è un dettaglio formale, è la condizione perché quel crimine esista davanti a un giudice. Il Comitato norvegese, premiandola, indica anche una direzione: le istituzioni giudiziarie vanno difese quando sono sotto pressione politica, perché è da quella tenuta che dipende la possibilità di giudicare i crimini contro l'umanità. Un progresso che non fa rumore, fatto di costanza e di rigore, e che si misura nella capacità di tenere in piedi regole condivise anche quando sono scomode.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da buonenotizie.it.