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Il Mozambico protegge la «foresta delle farfalle» del monte Mabu, casa di 200 specie
Un decreto governativo ha istituito la Mount Mabu Community Conservation Area, tutelando circa 23.000 acri in una delle zone più piovose dell'Africa meridionale. La foresta ospita centinaia di specie, molte delle quali endemiche, ed è tra le aree più ricche di biodiversità del continente.
Un decreto governativo pubblicato il 24 agosto ha istituito la Mount Mabu Community Conservation Area, in Mozambico, mettendo sotto tutela circa 23.000 acri di foresta. L'area comprende una delle zone più piovose dell'Africa meridionale e ospita oltre 200 specie di farfalle, da cui il soprannome di "foresta delle farfalle". Il provvedimento è stato emanato dal Ministero dell'Agricoltura, dell'Ambiente e della Pesca.
Una catena montuosa isolata
Il monte Mabu e i pendii della sua catena montuosa, in parte isolati, presentano tassi di endemismo molto elevati: si tratta di specie che vivono lì e, salvo poche eccezioni, in nessun altro luogo. È questa caratteristica a rendere l'area particolarmente rilevante dal punto di vista naturalistico. La foresta è stata descritta dal naturalista Julian Bayliss, nel 2014, come "possibilmente il più grande blocco continuo di foresta di media altitudine dell'Africa meridionale". Le sue ricerche sul campo, portate avanti per oltre due decenni, hanno portato all'individuazione di diverse specie nuove per la scienza, tra cui la vipera della foresta del monte Mabu.
Le farfalle e il nome che è rimasto
Il monte Mabu e il vicino monte Namuli ospitano almeno 200 specie diverse di farfalle. Nel 2013 la BBC ha dedicato loro un documentario presentato da Sir David Attenborough, che ha descritto la zona come "foresta delle farfalle": un'espressione che poi è rimasta nell'uso. Il decreto tutela quindi anche le popolazioni di farfalle che vivono in quest'area.
Una riserva gestita dalle comunità locali
Il testo del decreto descrive la riserva come "dedicata alla protezione, conservazione e uso sostenibile delle risorse naturali da parte delle comunità locali". È in preparazione un piano di gestione comunitaria. Secondo quanto riportato da Mongabay, le prospettive sono positive anche perché le montagne sono considerate sacre dalle stesse popolazioni del luogo.
Un paese che ricostruisce la sua natura
Il Mozambico è stato a lungo un territorio difficile per chi si occupa di conservazione: una delle guerre civili post-coloniali più lunghe d'Africa e il bracconaggio incontrollato hanno svuotato di fauna molti parchi e aree selvatiche del paese. Oggi il paese è stabile e in pace e sta cercando di ricostruire le proprie popolazioni animali. Dalla fine della guerra civile sono stati istituiti numerosi spazi protetti, e l'autorità nazionale per la conservazione indica che il 25% del territorio nazionale è oggi preservato in qualche forma, dalla fruizione sostenibile alla protezione integrale della natura selvaggia.
Perché conta
Le notizie di conservazione che funzionano raramente hanno la forma di un colpo di scena. Prendono invece la forma di un decreto pubblicato in agosto, di un numero di acri, di un piano di gestione ancora da scrivere. Eppure è così che un territorio smette di essere soltanto un luogo noto agli specialisti e diventa un'area protetta per legge. La storia del monte Mabu mostra anche un altro aspetto: la conoscenza viene prima della tutela. Sono stati vent'anni di ricerche sul campo, con specie nuove descritte una dopo l'altra, a rendere evidente cosa c'era su quei pendii. Il nome "foresta delle farfalle" è arrivato da un documentario, ma la sostanza era già nei quaderni di chi camminava lì.
C'è poi il modo in cui la protezione è stata impostata: una riserva comunitaria, affidata a chi quelle montagne le abita e le considera sacre. Non è un dettaglio formale. Significa che la conservazione viene scritta dentro le pratiche di chi vive il luogo, invece di essere imposta dall'esterno. Per un paese che ha attraversato una lunga guerra civile e che oggi conta un quarto del proprio territorio in qualche forma di tutela, proteggere ciò che esiste già è un modo sobrio di guardare avanti. Le farfalle del Mabu continueranno a essere contate dai ricercatori; nel frattempo, la legge dice che quel posto va lasciato com'è.
Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da goodnewsnetwork.org.