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Il limite di 1,5 gradi sarà superato: le scelte future contano ancora

Secondo le analisi più recenti, restare sotto la soglia di 1,5 gradi di riscaldamento globale appare ormai improbabile. Gli studiosi sottolineano però che l'entità del superamento dipende dalle decisioni prese nei prossimi anni su emissioni ed energia.

Per quasi dieci anni, restare sotto la soglia di 1,5 gradi di riscaldamento globale è stato l'obiettivo che ha orientato l'azione climatica internazionale. Ora, per la prima volta, il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) conclude che il mondo supererà con ogni probabilità quella soglia entro i prossimi anni. Il rapporto "Limiting Overshoot", pubblicato mercoledì, non si ferma però alla constatazione: delinea un percorso in cui le temperature salgono oltre 1,5 gradi, raggiungono un picco mentre le emissioni scendono verso lo zero netto, e poi iniziano a calare se l'umanità riuscirà a rimuovere dall'atmosfera più anidride carbonica di quanta ne immette.

Un superamento non significa una resa

Il messaggio centrale del documento è che varcare la soglia non equivale a un fallimento definitivo. Il riscaldamento misurato oggi si aggira intorno a 1,4 gradi rispetto ai livelli preindustriali, ma il superamento appare ormai probabile nel giro di pochi anni. Nello scenario più ambizioso esaminato dall'UNEP, le temperature raggiungerebbero un picco di circa 1,8 gradi entro la metà del secolo. Con le politiche attualmente in vigore, invece, il mondo si avvierebbe verso circa 2,6 gradi entro il 2100. La differenza tra questi due percorsi dipende dalle decisioni che verranno prese nei prossimi anni su emissioni ed energia.

La soglia non è un precipizio

Gli scienziati del clima sottolineano da tempo che 1,5 gradi non è una linea che separa un mondo sicuro da uno in cui ogni sforzo diventa inutile. I rischi aumentano progressivamente con le temperature: un pianeta a 1,6 gradi è meno pericoloso di uno a 1,7, e trascorrere un periodo più breve sopra la soglia riduce i danni rispetto a restarci per decenni. "Il limite di 1,5 non è una sorta di scogliera climatica magica dove tutto finisce", ha dichiarato Andrew Weaver, scienziato del clima all'Università di Victoria, in Canada, non coinvolto nel rapporto. "Ogni decimo di grado che evitiamo significa ancora meno danni."

Cosa succede durante il superamento

Il rapporto sostiene che la risposta debba essere contenere il superamento il più possibile, sia in altezza sia in durata, invece di trattarlo come la prova che l'obiettivo vada abbandonato. "Decisioni, scienza e, soprattutto, mentalità devono cambiare per vedere 1,5 gradi come un traguardo che avviciniamo dall'alto anziché dal basso", ha spiegato Mirey Atallah, responsabile del ramo adattamento e resilienza dell'UNEP e coordinatrice del rapporto. Tornare sotto la soglia richiederebbe riduzioni profonde e durature delle emissioni da combustibili fossili, seguite da un periodo di emissioni nette negative, con anidride carbonica rimossa e stoccata attraverso foreste e altri approcci naturali, accanto a tecnologie che non operano ancora a una scala paragonabile.

I limiti della rimozione

L'UNEP mette in guardia su un punto: la rimozione del carbonio non può sostituire il taglio delle emissioni. Alcuni danni causati durante il superamento potrebbero rivelarsi irreversibili. Temperature più alte aumentano i rischi per le calotte glaciali, la foresta amazzonica e la circolazione atlantica, oltre a intensificare ondate di calore, inondazioni, insicurezza alimentare e perdita di ecosistemi. Anche se le temperature scendessero in seguito, l'innalzamento dei mari e le specie perse non si possono semplicemente annullare.

Perché conta

Questa notizia non cambia la gravità del superamento, ma il modo in cui possiamo comprenderlo una volta avvenuto. Il picco finale, la durata del periodo sopra 1,5 gradi e la possibilità di riportare le temperature verso il basso dipenderanno ancora in larga misura dalla velocità e dalla scala dei tagli alle emissioni realizzati nei prossimi anni. Come ha sintetizzato Richard Betts, coautore del rapporto e scienziato del clima all'Università di Exeter, in Inghilterra: "È un bagno di realtà. Dobbiamo convivere con questo mondo più caldo. Ma c'è ancora molto che possiamo fare per limitare il riscaldamento." Il progresso, in questo caso, non si misura nel raggiungimento di un traguardo simbolico, ma nella capacità di limitare i danni quando il traguardo è già stato oltrepassato. È una lezione che vale oltre il clima: accorgersi che una soglia è stata superata non rende inutile ciò che facciamo dopo.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da positive.news.