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Il cantautore di Nashville che salva le volpi dalla rogna

Jerry Vandiver, autore di canzoni per star della country music, dedica il tempo libero al recupero delle volpi rosse locali affette da rogna. La sua attività di volontariato è diventata un punto di riferimento per la fauna selvatica della zona.
A Nashville c'è un cantautore che, da sette anni, dedica migliaia di ore di volontariato a una causa poco appariscente: recuperare le volpi rosse colpite dalla rogna. Jerry Vandiver, 78 anni, ha costruito una carriera scrivendo canzoni per nomi noti della country music, ma è diventato un punto di riferimento per i residenti dei sobborghi della città grazie a un'attività molto diversa. Chi avvista una volpe malata nella zona di Nashville sa a chi rivolgersi.
Una malattia curabile
La rogna non è la rabbia e non deve necessariamente essere letale. È causata da acari della pelle e si manifesta con un'irritazione persistente, perdita di pelo, eruzioni cutanee e croste. Sono le infezioni secondarie a poter uccidere l'animale, e la malattia è altamente contagiosa per contatto fisico. La cura, però, è piuttosto semplice: il problema non è il trattamento in sé, quanto la difficoltà di intercettare una volpe selvatica prima che sia troppo tardi. È qui che entra in gioco Vandiver, che prepara trappole ed esche e si alza a qualsiasi ora della notte per recuperarle nei boschi, per poi guidare mezz'ora fino al centro di recupero Walden's Puddle.
Un lavoro cominciato per caso
Vandiver si è trasferito a Nashville dal Missouri e negli anni Ottanta ha costruito la sua carriera di cantautore, con brani incisi da artisti come Phil Vassar e Barbara Mandrell. La svolta è arrivata quando ha iniziato a usare la sua pagina Facebook di musicista per pubblicare video di volpi prima e dopo il recupero. Il cambio di contenuti ha fatto crescere i follower da 325 a 5.000. In parte è una storia triste, perché l'aumento dell'interesse riflette l'aumento dei casi: ad agosto ha registrato 234 ore di volontariato tra catture e trasporti.
I numeri di un'emergenza
Il Tennessee attraversa una seria epidemia di rogna, particolarmente intensa proprio nell'area di Nashville. Nel 2025 il centro Walden's Puddle ha riabilitato 44 volpi rosse; a settembre dell'anno successivo erano già oltre 60. Tra le cause indicate dall'organizzazione c'è la riduzione dell'habitat, che spinge gli animali a vivere più vicini tra loro. Le volpi vivono in gruppi familiari chiamati "leash", che possono comprendere un maschio e una femmina dominanti, i piccoli e persino parenti più lontani, e hanno bisogno di territori di diversi chilometri quadrati. Quando più gruppi sono costretti a sovrapporsi per via dello sviluppo suburbano, il contagio corre più veloce. A peggiorare le cose, l'ingestione di veleno per topi indebolisce il sistema immunitario.
Come si comporta chi vuole aiutare
Walden's Puddle raccomanda ai residenti preoccupati per le volpi di evitare veleni e di non lasciare cibo fuori, oltre a chiudere bene i contenitori dei rifiuti. Affidarsi agli insediamenti umani per il cibo può attirare più volpi insieme e accelerare la diffusione della malattia rispetto a quanto accadrebbe in natura. Vandiver, dal canto suo, tiene sotto controllo diverse zone intorno a casa con telecamere da sentiero: se individua una volpe malata, prepara trappola ed esca. Sono gli stessi cittadini a contattarlo su Facebook quando avvistano un animale sofferente, e per lui è difficile ignorare quelle immagini.
Perché conta
La storia di Vandiver non riguarda un gesto eccezionale, ma una routine: alzarsi di notte, controllare le trappole, guidare mezz'ora, ricominciare. Un membro di Walden's Puddle ha detto che mette le volpi davanti a se stesso, sempre, e a 78 anni non è una frase da poco. Lui rifiuta l'etichetta di eroe: si descrive come un autista di ambulanza, perché la cura esiste già e il punto è riuscire a portare l'animale a riceverla. Quando libera una volpe nei boschi, nota che l'animale si volta a guardarlo. Sa bene che sta solo verificando se la minaccia lo inseguirà, ma preferisce pensare che sia un modo di dire grazie. È una piccola cosa, e forse è proprio questo il punto: il progresso, in certi casi, non si annuncia con un clamore, ma con qualcuno che continua a presentarsi, notte dopo notte, finché una malattia curabile smette di essere una condanna.
Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da goodnewsnetwork.org.