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Il Cammino di Bonaria attraversa la Sardegna da Olbia a Cagliari tra fede e incontri

Foto: Tomasz Anusiewicz / Unsplash

Il percorso unisce sentieri, strade secondarie e piccoli centri dell'isola, proponendosi come itinerario lento di pellegrinaggio e conoscenza. Un modo per scoprire l'entroterra sardo fuori dalle rotte turistiche.

Il Cammino di Bonaria attraversa la Sardegna per 353 chilometri, da Olbia a Cagliari, unendo sentieri, strade secondarie e piccoli centri. Il percorso si chiude alla Basilica di Nostra Signora di Bonaria, a Cagliari, e si propone come itinerario lento che intreccia spiritualità, condivisione e scoperta del territorio. Ogni anno richiama pellegrini, camminatori e associazioni. Tra queste, l'edizione 2026 di InSuperAbile ha scelto proprio questa rotta per la sua avventura inclusiva, alternando tratti in bicicletta e a piedi.

Un itinerario lungo l'isola

Il tracciato non segue una sola direttrice, ma attraversa l'entroterra sardo passando per vie secondarie e centri abitati che restano fuori dalle rotte turistiche più battute. È una scelta che cambia il modo di conoscere l'isola: non la costa e i suoi flussi, ma i paesi interni, i loro tempi e le loro strade. Il cammino si snoda per 353 chilometri, un dato che dice già molto della sua natura: non una passeggiata breve, ma un percorso che richiede giorni e una progressione costante.

L'accoglienza lungo il cammino

A ogni tappa, comunità, associazioni e volontari ospitano chi cammina. È un aspetto che il percorso porta con sé fin dall'inizio: la rete di accoglienza non è un dettaglio organizzativo, ma una parte del modo in cui il cammino si vive. Chi arriva a fine giornata trova chi lo attende, e questo trasforma una successione di chilometri in una sequenza di incontri. Le associazioni che partecipano contribuiscono a tenere in piedi questa struttura diffusa, che si rinnova a ogni edizione.

Fatica e aiuto reciproco

Il cammino mette alla prova chi lo affronta: il caldo estivo, i dislivelli e le distanze lunghe sono ostacoli concreti, che si presentano lungo il percorso. È qui che emerge lo spirito della rotta, fatto di aiuto reciproco e di incoraggiamento. I legami che si creano tra i partecipanti spesso continuano anche dopo la fine del viaggio, quando il cammino è concluso ma le relazioni restano. Non è un aspetto secondario: è il modo in cui il percorso si tiene insieme, giorno dopo giorno.

L'incontro di Quartucciu

Durante il cammino, i partecipanti hanno incontrato i giovani dell'istituto penale minorile di Quartucciu. L'incontro è stato impostato sul dialogo, sull'ascolto e sull'inclusione: un momento che si inserisce nella logica del percorso, dove lo spazio dell'incontro non è solo quello tra chi cammina, ma anche quello con chi vive realtà diverse. È un passaggio che aggiunge al cammino una dimensione ulteriore, senza che diventi il centro della narrazione.

La salita finale

L'ultima salita verso il santuario ha un significato che va oltre la destinazione. Arrivare alla Basilica di Nostra Signora di Bonaria non è solo il punto in cui il percorso si chiude: è il momento in cui la fatica accumulata trova una forma simbolica. Il cammino si conclude così, con un tratto che vale per quello che rappresenta e non soltanto per i chilometri che aggiunge.

Perché conta

Il Cammino di Bonaria mostra un modo di guardare il territorio che non passa dalle grandi attrazioni, ma dai sentieri, dalle strade secondarie e dai paesi che si attraversano a piedi o in bicicletta. È un progresso che non fa rumore: una rete di accoglienza diffusa, tenuta in piedi da comunità, associazioni e volontari, che si rinnova a ogni edizione senza bisogno di annunci. La scelta di InSuperAbile di percorrerlo alternando bici e cammino, e l'incontro con i giovani dell'istituto di Quartucciu, dicono che un itinerario può essere insieme prova fisica e spazio di dialogo. La fatica condivisa, il caldo, i dislivelli e le distanze diventano il terreno su cui si costruisce l'aiuto reciproco, e i legami che nascono lungo la strada spesso durano più del viaggio stesso. È un'idea semplice e concreta di cosa significhi attraversare un luogo: non consumarlo, ma abitarlo un passo alla volta, con chi si incontra lungo il cammino.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da buonenotizie.it.