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Il Brasile abolisce la settimana lavorativa di sei giorni con una riforma costituzionale

Foto: Rafael Maggion / Unsplash

Il Senato brasiliano ha approvato con 75 voti a favore e uno contrario un emendamento costituzionale che pone fine alla tradizione della settimana lavorativa di sei giorni. Il Brasile era tra i Paesi più ricchi al mondo a mantenere un orario abituale di 44 ore settimanali: la riforma lo allinea agli standard dei 40 ore.

Il Senato brasiliano ha approvato con 75 voti a favore e uno contrario la Proposta di Emendamento alla Costituzione 221, che mette fine alla tradizione della settimana lavorativa di sei giorni. Il Brasile era tra i Paesi più ricchi al mondo a mantenere un orario abituale di 44 ore settimanali per il lavoro a tempo pieno: con questa riforma si allinea ai 40 ore. Il testo, già approvato dalla Camera in maggio, non richiede la firma dell'esecutivo e entra quindi direttamente in vigore.

Cosa prevede la riforma

La PEC 221 introduce un orario di 40 ore settimanali e due giorni di riposo retribuito per i lavoratori a tempo pieno. La scelta dei giorni di riposo è lasciata alla negoziazione tra sindacati e datori di lavoro, anche se si presume che la maggior parte punterà a ottenere il sabato o la domenica, a seconda di quale giorno fosse lavorato in precedenza. La riduzione da 44 a 42 ore e il giorno aggiuntivo di riposo decorrono 60 giorni dopo l'approvazione; un anno più tardi l'orario scende a 40 ore, per dare ai datori di lavoro il tempo di riorganizzare i turni o assumere nuovo personale in anticipo.

Un percorso iniziato nel 2019

La proposta era stata presentata originariamente nel 2019 e prevedeva una settimana di 34 ore; in seguito è stata portata a 40, comunque sotto le 44 in vigore. Come riportato da Courthouse, si tratta del primo intervento del legislatore sugli orari di lavoro dal 1988, quando il lavoro a tempo pieno era stato ridotto da 48 a 44 ore. Il provvedimento ha raccolto il sostegno sia del presidente in carica sia del suo avversario, che ha partecipato online all'udienza del Senato per votare a favore, undici giorni prima del secondo turno elettorale.

Le parole del presidente del Senato

Il presidente del Senato Davi Alcolumbre ha spiegato così il senso della misura: "A prima vista può sembrare un cambiamento sottile. Ma per chi si alza presto, prende un autobus affollato, fa il proprio turno e torna a casa a fine giornata, questo cambiamento è enorme". E ha aggiunto: "Un giorno di riposo in più significa più tempo per la famiglia".

Un confronto internazionale

Il Brasile era una delle economie più ricche del mondo a mantenere ancora la settimana di sei giorni come consuetudine. Le economie dell'Asia orientale note per culture produttive ma intense, come Singapore e il Giappone, conservano i sei giorni lavorativi, anche se con differenze da settore a settore. Con l'approvazione della PEC 221, la maggiore economia del Sud America si allinea per orario di lavoro agli Stati Uniti e a molti altri Paesi.

Perché conta

Le riforme che cambiano la vita quotidiana raramente hanno l'aspetto di una svolta. Una riduzione di quattro ore settimanali si legge come un numero tecnico, eppure tocca il modo in cui milioni di persone organizzano il proprio tempo, la propria famiglia, il proprio riposo. Il caso brasiliano mostra anche un tratto del progresso che non fa rumore: una proposta presentata nel 2019, ridimensionata nel percorso, approvata con un margine larghissimo e sostenuta da schieramenti opposti. Non un colpo di scena, ma un lavoro lungo che arriva a maturazione. E c'è un dettaglio che vale la pena osservare: la riforma entra in vigore per gradi, con un anno di tempo per riorganizzare turni e assunzioni. La costanza, più della velocità, è ciò che rende un cambiamento sostenibile.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da goodnewsnetwork.org.