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Gli allevatori delle Grandi Pianure usano il fuoco controllato

Nelle colline dell'Oklahoma alcuni allevatori praticano incendi prescritti per contenere il cedro rosso orientale e ripristinare la prateria. La tecnica, usata da generazioni, riduce il rischio di incendi incontrollati e migliora i pascoli.

Il fuoco, nelle Grandi Pianure americane, non è sempre un nemico. Nelle colline delle Arbuckle Mountains, nell'Oklahoma meridionale, un gruppo di allevatori accende ogni anno incendi controllati sulle proprie praterie. L'obiettivo è duplice: ripristinare l'erba nativa e togliere terreno al cedro rosso orientale, una conifera che sta invadendo milioni di acri di pascolo. Chuck e Seth Coffey, padre e figlio, guidano la Double C Cattle Company, un'azienda di circa 30.000 acri contigui, e coordinano le bruciature insieme ai vicini.

Una pratica con radici antiche

Quella del fuoco prescritto non è un'invenzione recente. Prima dell'arrivo degli insediamenti europei, incendi di origine naturale o accesi dalle popolazioni indigene mantenevano le praterie aperte, confinando alberi e arbusti nelle zone umide, lungo i corsi d'acqua e nelle depressioni. Per due secoli, la soppressione degli incendi ha rotto questo equilibrio. Senza fuoco regolare, il cedro rosso e altre specie legnose hanno colonizzato terreni che per secoli erano rimasti senza alberi.

Il problema del cedro rosso

Il cedro rosso orientale cresce in fretta, si riproduce in modo esponenziale e assorbe grandi quantità d'acqua da falde e torrenti. Sotto le sue chiome dense non cresce quasi nulla, quindi gli animali trovano meno cibo. E quando un incendio incontra un bosco fitto di cedri, brucia con più intensità di quanto farebbe sull'erba. Seth Coffey lo riassume così: il cedro sta aumentando il rischio di incendi in tutto lo stato e riducendo il foraggio per il bestiame e l'acqua disponibile per le città. Suo padre Chuck lo legge in termini economici: "L'erba viene prima, le mucche dopo".

Come funziona un incendio prescritto

Le bruciature avvengono in tardo inverno, prima che i forti venti primaverili possano trasformare un fuoco in una catastrofe. Ogni intervento è pianificato, approvato dal dipartimento dei vigili del fuoco locale e affidato a squadre di volontari e professionisti formati. Il "burn boss", figura esperta come Seth Coffey, dirige persone e mezzi perché le fiamme non superino i confini stabiliti. L'effetto collaterale più utile è che, quando poi scoppia un incendio vero, il terreno già bruciato non ha più combustibile. In diverse occasioni, racconta Tanner Swank del programma grassland biome di Pheasants Forever, le bruciature dei Coffey hanno fermato incendi in corsa. I vigili del fuoco possono anche usare le aree già bruciate come base per contrastare il resto dell'incendio.

Cooperare oltre i confini

Il fuoco non conosce recinzioni. Per questo i Coffey hanno contribuito a fondare la Arbuckle Rangeland Restoration Association, che permette agli allevatori di condividere risorse e coordinare le bruciature su scala più ampia. Seth e suo fratello Aaron ne sono dirigenti. Il modello si sta diffondendo: le associazioni locali per gli incendi prescritti, osserva Swank, sono "di grande aiuto" per chi vuole mantenere pascoli produttivi. Nel Nebraska, Barb Cooksley, allevatrice di quarta generazione nelle Sandhills, spiega che si brucia "da vicino": tutti cercano una soluzione allo stesso problema. Nelle Sandhills, il prato temperato più intatto rimasto sulla Terra, si brucia con più cautela che altrove, perché il suolo sabbioso, se privato della copertura vegetale, può volare via. Ma anche lì la pratica si sta affermando.

Perché conta

Il risultato, sui terreni dei Coffey, si misura in decenni. Quando nel 2010 la famiglia ereditò una parte dell'azienda, in molte zone la copertura arborea arrivava al 60 per cento. Oggi, dopo bruciature prescritte, taglio degli alberi e trattamenti sulle piantine, è scesa al 17 per cento. Chuck dice di voler vedere morire ogni cedro prima di andarsene. È un progresso lento, fatto di inverni di lavoro e di accordi tra vicini, che non fa notizia quanto un incendio fuori controllo. Eppure è proprio questo il punto: una comunità che decide di gestire il rischio invece di subirlo, e che riscopre una tecnica antica per risolvere un problema nuovo. Nel 2025 l'Oklahoma ha vissuto uno dei peggiori cicli di incendi della sua storia, con trenta roghi in 44 contee, 300 case distrutte e quattro vittime; nel 2026 il Nebraska ha visto il suo incendio più vasto, quasi mezzo milione di acri. In un anno qualsiasi, gli allevatori delle Grandi Pianure bruciano circa 2,5 milioni di acri. Non è una soluzione spettacolare, ma è una di quelle che, fatte bene e insieme, cambiano il paesaggio prima ancora che il disastro arrivi.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da reasonstobecheerful.world.