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Cinquantuno soluzioni ambientali individuate dai ricercatori per invertire la rotta

Foto: Marsumilae / Unsplash

Uno studio ha selezionato 51 interventi ritenuti efficaci per affrontare la crisi climatica e ambientale, dai quali emergono alcune priorità. La sintesi proposta ne illustra cinque tra i più promettenti, con effetti misurabili su scala locale e globale. Un contributo per orientare politiche e investimenti.

Cinquantuno interventi già sperimentati, capaci di innescare un effetto a catena positivo sul clima e sugli ecosistemi: è quanto hanno individuato i ricercatori del team Green Futures Solutions dell'Università di Exeter insieme all'Earthshot Prize. Lo studio, pubblicato a settembre, parte da un'idea precisa: così come esistono punti di non ritorno negativi, in cui il collasso di un ecosistema trascina con sé una serie di disastri, ne esistono anche di positivi, in cui un cambiamento innesca una reazione a catena virtuosa. Molte delle soluzioni elencate sono già in funzione da qualche parte nel mondo e, secondo gli autori, con il giusto sostegno potrebbero riparare il pianeta nel giro di cinque anni.

Dalla deforestazione alle filiere responsabili

La causa principale della perdita di foreste tropicali è l'espansione di colture come carne bovina, soia, legname e cacao, responsabili di circa il 70% della deforestazione. Il rapporto indica una via d'uscita: se un numero critico di acquirenti, finanziatori e autorità di regolamentazione adottasse standard di approvvigionamento rispettosi delle foreste, gli incentivi economici per milioni di produttori cambierebbero direzione. In Brasile l'impresa sociale Belterra, finalista dell'Earthshot Prize nel 2023, affianca piccole e medie aziende agricole che coltivano cacao, manioca e banane verso pratiche rigenerative.

Aria pulita nelle case

L'Organizzazione mondiale della sanità attribuisce all'inquinamento atmosferico circa sette milioni di morti premature ogni anno: è il rischio ambientale per la salute più grave al mondo. Oltre due miliardi di persone cucinano e si riscaldano ancora con sistemi inquinanti, ma le alternative si stanno diffondendo. Modelli di pagamento a consumo e l'estensione dell'elettrificazione rurale aprono la strada a una possibile riduzione dell'80% delle emissioni di particolato fine. In questo campo opera d.light, finalista nel 2024, che produce e vende sistemi solari domestici in Africa e India e attraverso partnership in altri settanta Paesi. La cottura pulita, osserva il rapporto, potrebbe diventare l'opzione predefinita perché più economica.

Riserve marine che si moltiplicano

Le aree marine protette si sono dimostrate determinanti per il recupero della vita marina. Il meccanismo virtuoso è descritto con chiarezza: quando la biomassa ricostituita nelle zone protette si riversa nelle acque di pesca, i pescatori stessi sostengono ulteriori protezioni e la rete si espande da sola. Il trattato globale sull'alto mare, entrato in vigore a gennaio dopo decenni di negoziati, è un esempio di azione coordinata. Ariana Densham di Greenpeace ha citato la riserva marina delle Galápagos come prova che le aree protette aiutano la fauna a riprendersi, invitando a immaginare cosa potrebbe fare un'intera rete di santuari in alto mare.

Imballaggi e materiali circolari

Il 40% dei rifiuti finisce ancora in discariche a cielo aperto e gli sprechi alimentari superano il miliardo di tonnellate all'anno. Il potenziale di cambiamento, secondo il rapporto, passa da meccanismi regolatori e finanziari che agiscano sia a monte, sulla progettazione, sia a valle, sul recupero degli imballaggi. Esistono già alternative ai contenitori monouso ricavate da funghi o alghe: Notpla, vincitrice dell'Earthshot Prize nel 2022, ha sostituito in tre anni oltre 32 milioni di unità di plastica usa e getta con materiali a base di alghe.

Energie rinnovabili e reti flessibili

Sole, vento e reti intelligenti sono già la forma di elettricità più economica in molti mercati. Per rendere le rinnovabili davvero autopropulsive servono accessibilità e flessibilità. È l'ambito in cui la scienza dei punti di non ritorno è più avanzata: il fotovoltaico ha superato la soglia globale, i veicoli elettrici la stanno varcando nei mercati principali. Form Energy, finalista nel 2025, costruisce sistemi di accumulo a base di ferro, aria e acqua capaci di immagazzinare cento ore di energia pulita a una frazione del costo delle batterie al litio.

Perché conta

Il valore di questa ricerca non sta nell'elenco in sé, ma nello spostamento di sguardo che propone. Per anni abbiamo studiato i punti di non ritorno come soglie di rovina: una volta superate, la catena di conseguenze sembrava inarrestabile. La stessa logica, applicata al contrario, suggerisce che anche i cambiamenti positivi possono accumularsi fino a diventare difficili da fermare. Non è ottimismo generico: è un criterio per decidere dove conviene investire, quali politiche sostenere, quali tecnologie sono vicine alla soglia e quali no.

Le cinquantuno soluzioni hanno una caratteristica comune: nessuna dipende da un singolo attore. Funzionano quando acquirenti, finanziatori, regolatori, pescatori e cittadini si muovono nella stessa direzione, e spesso il primo passo è già stato fatto da qualcun altro. Il progresso che non fa rumore procede così, per accumulo e imitazione, e il compito di chi lo osserva è riconoscerlo in tempo.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da positive.news.