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Cinquanta soluzioni ambientali per invertire la rotta del pianeta

Un gruppo di ricercatori ha individuato 51 interventi ambientali con potenziale di impatto su larga scala. Tra questi figurano misure su energia, agricoltura e uso del suolo, presentate con una valutazione della loro efficacia.

Cinquantuno soluzioni ambientali già pronte, in grado di innescare un cambiamento positivo difficile da arrestare. È quanto sostiene una ricerca firmata dal team Green Futures Solutions dell'Università di Exeter insieme all'Earthshot Prize, che ha raccolto e valutato interventi concreti su energia, agricoltura, oceani e gestione dei rifiuti. Molte di queste misure sono già state sperimentate con successo in qualche parte del mondo e, secondo gli autori, potrebbero riparare il pianeta nel giro di cinque anni se portate su larga scala. Il lavoro si basa sulla scienza dei "punti di svolta", applicata però in senso opposto a quello a cui siamo abituati.

Ribaltare i punti di non ritorno

Quando si parla di punti di non ritorno si pensa di solito a catene di eventi negativi: un ecosistema che cede e trascina con sé tutto il resto. La ricerca capovolge questa prospettiva e studia i punti di svolta positivi, quelli in cui un cambiamento, una volta superata una certa soglia, si autoalimenta e diventa irreversibile. Alcune soluzioni hanno già raggiunto questa condizione, come la diffusione dei veicoli elettrici in Norvegia e la crescita globale del solare. Altre sono descritte come "emergenti" o "in accelerazione", cioè vicine alla soglia ma non ancora oltre.

Foreste e filiere agricole

La causa principale della deforestazione tropicale è l'espansione di colture come carne bovina, soia, legname e cacao, responsabili di circa il 70% della perdita di foreste in queste aree. Il rapporto indica una via d'uscita: se un numero critico di acquirenti, finanziatori e autorità applicasse standard di approvvigionamento rispettosi delle foreste, gli incentivi economici per milioni di produttori cambierebbero. In Brasile, la social enterprise Belterra, finalista dell'Earthshot Prize nel 2023, accompagna piccole e medie aziende agricole che coltivano cacao, manioca e banane verso pratiche rigenerative.

Aria pulita nelle case

L'Organizzazione Mondiale della Sanità collega all'inquinamento atmosferico circa sette milioni di morti premature ogni anno: è il rischio sanitario ambientale più grave al mondo. Più di due miliardi di persone cucinano e si riscaldano ancora con sistemi inquinanti. Le alternative però avanzano, sostenute da modelli di pagamento a consumo e dall'elettrificazione rurale, con la possibilità di ridurre fino all'80% le emissioni di particolato fine. In questo campo opera d.light, finalista nel 2024, che produce e vende sistemi solari domestici in Africa e India e attraverso partnership in altri settanta Paesi.

Oceani e materiali circolari

Le aree marine protette si sono dimostrate determinanti per il recupero della vita marina. Il meccanismo descritto è virtuoso: quando la biomassa ricostituita nelle zone protette si riversa nelle acque di pesca, i pescatori stessi chiedono più protezione e la rete si amplia da sola. Il Trattato sull'alto mare, entrato in vigore a gennaio dopo decenni di negoziati, ne è un esempio. Sul fronte dei materiali, il 40% dei rifiuti finisce ancora in discariche a cielo aperto e lo spreco alimentare supera il miliardo di tonnellate l'anno. La società londinese Notpla, vincitrice dell'Earthshot Prize nel 2022, ha sostituito in tre anni oltre 32 milioni di unità di plastica monouso con materiali a base di alghe.

Perché conta

La notizia non è che esista una tecnologia capace di salvare il pianeta, ma che esista un modo diverso di guardare ai problemi ambientali. Per anni l'attenzione si è concentrata sui punti di rottura, sui danni già avvenuti, e questo sguardo ha prodotto soprattutto allarme. Studiare i punti di svolta positivi significa invece chiedersi dove un piccolo intervento può innescare un effetto a catena, e verificarlo con i numeri. È un cambio di metodo prima che di merito: non ottimismo generico, ma la stessa rigorosità applicata alle cose che funzionano. Il progresso di cui parla questa ricerca non fa rumore: sono filiere che cambiano standard, fornelli che smettono di fumare, alghe che prendono il posto della plastica. Nessuna di queste misure, da sola, risolve il problema. Messa in sequenza con le altre, però, può spostare il punto in cui il sistema smette di peggiorare e comincia a migliorare.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da positive.news.