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Chesapeake Bay, i granchi blu tornano a crescere secondo i nuovi rilevamenti

I monitoraggi sul campo nella baia di Chesapeake mostrano un aumento dei granchi blu dopo anni di cali preoccupanti. I ricercatori attribuiscono il segnale positivo alle misure di gestione della pesca e alla tutela degli habitat. I dati vanno consolidati, ma indicano che gli interventi di conservazione stanno producendo effetti.

Nella baia di Chesapeake, il più grande estuario degli Stati Uniti, i granchi blu tornano a crescere. L'ultimo rilevamento invernale stima una popolazione di 349 milioni di esemplari, il 46% in più rispetto all'anno precedente e il valore più alto dal 2019. Il dato arriva dal rapporto congiunto del Maryland Department of Natural Resources e del Virginia Institute of Marine Sciences, che da anni monitora lo stato di salute di questa specie lungo le coste tra Maryland e Virginia.

Un segnale dopo anni difficili

Il numero non è un episodio isolato. Anche la popolazione di granchi giovani, quella che in inverno rappresenta il ricambio generazionale, è stimata a 228 milioni di individui: anche in questo caso si tratta del livello più alto dal 2019. Per una specie che negli ultimi anni aveva destato preoccupazione per i cali costanti, il dato segnala che qualcosa sta cambiando. I ricercatori non parlano di una ripresa definitiva, ma di una risposta positiva alle misure adottate.

Le regole sulla pesca hanno fatto la differenza

Per decenni la pesca commerciale e ricreativa è stata tra le cause principali del declino dei granchi blu. Maryland e Virginia hanno introdotto limiti al pescato, e i risultati si vedono: una ricerca separata, contenuta nel rapporto di valutazione del 2026 sulla pesca del granchio blu nella baia, non rileva più situazioni di sovrasfruttamento. Questo non significa che il problema sia risolto, ma che la pressione della pesca non è più il fattore dominante del calo.

Un ecosistema sotto pressione

Restano però altre difficoltà. Negli ultimi trent'anni la temperatura superficiale dell'acqua della baia è aumentata di circa 1,8 gradi Fahrenheit, con inverni più freddi e estati più calde, condizioni che non favoriscono i granchi. A questo si aggiunge la presenza del pesce gatto blu, una specie invasiva introdotta negli anni Settanta per la pesca sportiva, che preda i granchi blu e ne disturba gli habitat dormienti durante tutto l'anno. La baia, che si estende per circa 200 miglia e ospita oltre 3.600 specie tra piante e animali, è un sistema complesso in cui ogni fattore pesa sull'equilibrio generale.

Il ritorno delle praterie marine

Un altro segnale arriva dal fondo della baia. Il Maryland ha pubblicato un nuovo rapporto che conferma l'espansione delle praterie di fanerogame marine, essenziali per la salute dell'ecosistema. La copertura è passata da 36.799 acri nel 2024 a 41.419 acri nel 2025, con un aumento di quasi il 13% in un solo anno. A livello dell'intera baia si stima una superficie di 89.385 acri, in crescita del 7% rispetto agli 83.252 acri dell'anno precedente. Queste piante offrono rifugio e nutrimento a molte specie, granchi compresi.

Perché conta

I numeri della baia di Chesapeake raccontano una storia che raramente finisce in prima pagina: quella di stati confinanti che condividono dati e risorse per anni, senza un risultato immediato, e che ora vedono un segnale concreto. Non è una vittoria definitiva. Le popolazioni di granchi possono oscillare bruscamente da un anno all'altro, e le cause del declino restano in parte attive. Ma il fatto che la pesca non sia più il problema principale, e che gli habitat si stiano ampliando, indica che gli interventi di gestione stanno funzionando. Il progresso, in questi casi, non fa rumore: si misura in acri di piante acquatiche e in milioni di crostacei che tornano a popolare un estuario. È il tipo di risultato che si costruisce con la costanza, non con un singolo gesto.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da goodnewsnetwork.org.