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Australia: sole e vento coprono l'80,4% della domanda elettrica

Il 22 settembre il mercato elettrico nazionale australiano ha registrato un nuovo record: solare e vento hanno soddisfatto l'80,4% della domanda, con il contributo decisivo del solare sui tetti. Per circa mezz'ora la rete ha funzionato quasi interamente con fonti rinnovabili. È un indicatore concreto di come la transizione energetica stia avanzando anche senza grandi centrali.

Il 22 settembre il mercato elettrico nazionale australiano ha toccato un nuovo traguardo: solare e vento hanno coperto l'80,4% della domanda. La rete coinvolta comprende gli stati orientali, l'Australia Meridionale e il Territorio della Capitale Australiana. Per circa mezz'ora, intorno all'ora di pranzo, i pannelli sui tetti di case e imprese hanno da soli sostenuto più della metà del carico totale.

Il contributo dei tetti

Il dato che colpisce non è solo la percentuale complessiva, ma da dove arriva. In Australia più di 4,3 milioni di famiglie hanno installato un impianto solare sul tetto. Sabato 22 settembre queste installazioni diffuse hanno dimostrato cosa significano messe insieme: una capacità di generazione distribuita sufficiente a portare il Paese attraverso le ore centrali della giornata senza dover chiedere quasi nulla alla rete principale. I grandi impianti solari ed eolici hanno coperto la maggior parte del resto, con l'idroelettrico intorno all'1%. I combustibili fossili si sono fermati al 20%.

Il ministro dell'Energia Chris Bowen ha parlato di "energia più pulita, economica e sovrana di sempre" per alimentare case e imprese, aggiungendo che altri record sono attesi mentre la transizione prosegue.

Una stagione di primati

Dylan McConnell, ricercatore sui sistemi energetici all'Università del New South Wales, ha definito questa fase una "stagione dei record" per le rinnovabili. Le condizioni hanno aiutato: giornate limpide e soleggiate, domanda bassa per riscaldamento e raffrescamento, e una tempistica che è coincisa con l'entrata in funzione di un anno intero di nuova capacità di generazione tutta insieme. "Questi record probabilmente non dureranno molto", ha detto McConnell. "Probabilmente saranno battuti nelle prossime settimane."

Parte del surplus è finita nello stoccaggio idroelettrico pompato e nelle batterie. Una quota considerevole è stata invece ridotta: hanno giocato un ruolo le regole di sicurezza del sistema, i vincoli di rete e i prezzi all'ingrosso bassi che accompagnano un'eccesso di offerta concentrato in poco tempo. Nello stesso fine settimana la generazione a carbone nel Queensland ha toccato un minimo storico.

Il numero che conta davvero

Il record è un segnale, ma McConnell è stato diretto su dove si misura il vero progresso sulle emissioni: "Dal punto di vista delle emissioni, ciò che conta sono i contributi annuali e quanto carbone bruciamo." Secondo l'Australian Energy Market Operator, la quota media di rinnovabili nei dodici mesi chiusi a giugno è stata del 44%. Lo scarto tra 44 e 80 racconta due cose insieme: quanto un buon sabato soleggiato possa gonfiare i numeri, e quanta infrastruttura debba ancora essere costruita perché quei numeri somiglino a quelli di un martedì qualsiasi. L'obiettivo australiano è l'82% di rinnovabili entro il 2030, e analisi recenti indicano che gli investimenti in nuova capacità devono accelerare in modo considerevole per arrivarci.

Perché conta

Le transizioni energetiche si leggono di solito nei grandi annunci: una centrale inaugurata, un piano decennale, un traguardo fissato per legge. Il 22 settembre australiano racconta una storia diversa. Il protagonista non è un impianto colossale, ma la somma di milioni di decisioni private — un tetto alla volta, un pannello alla volta — che a un certo punto si scoprono abbastanza numerose da reggere da sole metà del fabbisogno nazionale per mezz'ora. È il tipo di progresso che non fa rumore mentre accade, e che diventa visibile solo quando qualcuno guarda i numeri della rete.

C'è però una lezione altrettanto concreta nella distanza tra l'80,4% di un sabato e il 44% di un anno intero. I picchi mostrano di cosa è capace un sistema nelle condizioni giuste; le medie mostrano cosa fa ogni giorno. Tenere insieme le due letture è il modo più onesto di guardare una transizione: senza entusiasmi che scambiano un record per un traguardo, e senza scetticismi che scambiano una media per un tetto. La costanza, in fondo, è fatta di giornate come questa che si ripetono.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da optimistdaily.com.