· Good News

Artigiani con disabilità trasformano legno recuperato nel progetto Cellina Dream Woods

Nei laboratori di Cellina Dream Woods un team di persone con disabilità, educatori e artigiani lavora il legno di recupero. Il progetto unisce inclusione lavorativa e riuso dei materiali. Un esempio concreto di come formazione e sostenibilità possano integrarsi.

Un laboratorio dove il legno recuperato dal lago di Barcis, in Friuli, torna a vivere sotto forma di piccoli e grandi oggetti. È Cellina Dream Woods, un progetto che intreccia inclusione lavorativa e riuso dei materiali: nei suoi spazi si incontrano persone con disabilità, educatori e artigiani, e il lavoro manuale diventa lo strumento per costruire autonomia, relazioni e partecipazione. A raccontarlo è Daniel Tarozzi, che ha visitato i laboratori di persona; a presentargli il progetto è stata Chiara Aviani di Montagna Leader.

Il primo laboratorio: il Centro Diurno di Barbeano

Il primo dei due laboratori si trova al Centro Diurno Colorazione di Barbeano, gestito dall'Azienda Sanitaria Friuli Occidentale. Qui vengono accolti adulti con disabilità diverse, impegnati in attività di levigatura, taglio, decorazione e verniciatura di piccoli manufatti. Martina Nadal, terapista occupazionale del centro, spiega che ogni processo viene suddiviso in passaggi adattati alle capacità individuali: un modo per rendere ciascuno partecipe di un lavoro reale, con un risultato concreto tra le mani. Lo spazio, non a caso, è stato in passato una falegnameria, e molte delle persone che lo frequentano oggi si sentono falegnami a tutti gli effetti.

Uscire dal centro, arrivare al lago

Il progetto non si ferma dentro le mura. Cellina Dream Woods permette infatti di organizzare uscite fuori dal centro, fino al lago di Barcis, dove è stata resa accessibile anche l'attività in canoa: un'iniziativa che gli stessi partecipanti hanno accolto con entusiasmo. Dietro queste giornate c'è un lavoro di preparazione che comprende organizzazione, veicoli, personale e supporti specifici. Sara Bassanesa, educatrice professionale dello stesso centro, sottolinea quanto conti per i partecipanti il sentirsi utili: è questo, più di ogni altra cosa, il motore delle attività.

La Bottega del Legno di Cordenons

Il secondo laboratorio si trova al CORD, il centro diurno di riabilitazione occupazionale di Cordenons, dove prende il nome di "la Bottega del Legno". Qui i tronchi veri vengono piallati, tagliati e lavorati da una squadra coordinata di persone con disabilità, guidata dall'educatore Fabiano Del Piero. La lavorazione del legno, racconta, è soprattutto un pretesto per stare insieme: quattro o cinque persone si organizzano per sezionare e piallare il materiale. Tra loro c'è chi è diventato "maestro della carta", addetto alla trituratrice, e che a quarant'anni sarà promosso "professore della carta".

Un progetto dentro un percorso più ampio

Cellina Dream Woods 2 rientra nel dossier di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027 ed è promosso dal GAL Montagna Leader insieme al Comune di Barcis, con la collaborazione dell'associazione L.A.G.O. e di alcune cooperative locali. Il recupero del legno ha così creato un cerchio che tiene insieme sport, produzione, educazione e cultura: materiale che torna in circolo, persone che trovano un ruolo, un territorio che si anima.

Perché conta

Questa storia parla di un progresso che non fa rumore. Non ci sono numeri eclatanti né annunci roboanti: ci sono tronchi piallati, manici levigati, canoe che scivolano su un lago. Eppure è proprio in questo genere di progetti che si vede all'opera un'idea precisa di società, dove l'inclusione non è un capitolo a parte ma una pratica quotidiana, fatta di passaggi adattati, di ruoli che cambiano con il tempo, di persone che si sentono utili perché lo sono davvero. Il legno recuperato dal lago di Barcis diventa così il simbolo di una doppia seconda possibilità: per il materiale, che non viene buttato, e per chi lo lavora, che trova uno spazio in cui le proprie capacità contano. Guardare le cose in questo modo — un pezzo di legno, una persona, un territorio — significa accorgersi che le risorse ci sono già, spesso proprio sotto i nostri occhi, e che basta organizzarle con cura perché producano valore.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da italiachecambia.org.