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A Vibo Valentia 70 detenuti hanno confezionato idee regalo grazie a un'azienda

Foto: Brayden Goh / Unsplash

Dal 2016 l'azienda Callipo forma e assume ogni anno sette persone recluse nella casa circondariale calabrese per il confezionamento dei pacchi natalizi. Il progetto ha coinvolto finora 70 detenuti, offrendo formazione e lavoro retribuito.

Dal 2016 la Callipo collabora con la casa circondariale di Vibo Valentia per un progetto che forma e assume detenuti nel confezionamento dei pacchi natalizi. Ogni anno vengono coinvolte in media sette persone recluse, selezionate dalla direzione del carcere, per un impiego regolare di circa due mesi. Dall'avvio del programma sono stati assunti complessivamente circa 70 detenuti.

Un laboratorio dentro il carcere

All'interno dell'istituto penitenziario l'azienda ha allestito un vero e proprio laboratorio di confezionamento. Qui i detenuti preparano i pacchi regalo: la produzione annuale arriva a 11.000 confezioni. Il personale dell'impresa si occupa della formazione e affianca i lavoratori nelle attività di packaging, trasmettendo anche i valori aziendali. L'esperienza unisce dunque la pratica del lavoro a un percorso di formazione.

Il ruolo della direzione penitenziaria

La selezione dei partecipanti spetta alla direzione della casa circondariale, che individua i detenuti tra i più meritevoli. Angela Sciavicco, che dirige l'istituto, sottolinea come il lavoro sia centrale nel percorso di riabilitazione e nel ridurre la recidiva. Rivolge inoltre un invito alle imprese del territorio a collaborare con il carcere, indicando nella legge Smuraglia un'opportunità concreta per le aziende che scelgono questa strada.

L'impegno diretto di Callipo

Il progetto è stato fortemente voluto fin dal primo giorno da Giacinto Callipo, membro del consiglio di amministrazione del gruppo. Non si tratta di una sponsorizzazione a distanza: Callipo trascorre giornate intere dentro il carcere, lavorando fianco a fianco con i detenuti. Il lavoro offre loro un riconoscimento economico e il senso di appartenenza a una squadra.

"Sogni in scatola", dieci anni di storie

Per il decimo anniversario del progetto è stata lanciata la collezione "Sogni in scatola", disegnata dall'artista Frelly, al secolo Enrico Focarelli Barone, illustratore di Catanzaro. La raccolta comprende sette nuove storie con illustrazioni, e le confezioni sono realizzate dai detenuti selezionati.

Perché conta

C'è un modo di fare impresa che non produce annunci roboanti ma cambia la giornata di chi è dentro un istituto penitenziario. Un laboratorio di confezionamento sembra poca cosa: eppure racchiude formazione, retribuzione, abitudine a un orario, rapporto con colleghi e tutor. Sono elementi che, come ricorda la direzione del carcere, hanno a che fare con la possibilità di non tornare a sbagliare. Il progetto di Vibo Valentia va avanti dal 2016 con numeri piccoli e costanti — sette persone all'anno, due mesi di lavoro ciascuna — e questa continuità è forse la parte più interessante. Non un gesto isolato, ma una collaborazione che si rinnova, con un'azienda che entra fisicamente in carcere e non si limita a firmare un assegno. Il decimo anniversario e la collezione illustrata aggiungono un tassello: dare un nome e una storia a un pacco regalo significa riconoscere che dietro c'è stato il lavoro di qualcuno. È un progresso che non fa rumore, ma che si misura in persone assunte e in un ponte costruito tra impresa e territorio.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da vita.it.