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A Rimini bambini e adulti decidono insieme in un'assemblea paritaria

Foto: Marvin Cors / Unsplash

Il progetto educativo Il Faro sperimenta una forma di democrazia in cui bambini e adulti hanno pari potere decisionale. L'iniziativa si ispira ai principi dell'educazione libertaria.

A Rimini c'è un progetto educativo, Il Faro, in cui bambini e adulti si riuniscono in assemblea e decidono insieme. Fa parte della Rete di Educazione Libertaria e nasce subito dopo la pandemia per iniziativa di genitori che avevano già esperienza con l'educazione libertaria. A raccontarne il funzionamento è Iratxe Pineiro, tra le fondatrici, in un'intervista pubblicata il 20 ottobre 2026 su Italia Che Cambia.

L'assemblea come cuore del progetto

Il tratto che definisce Il Faro è l'assemblea in cui bambini e adulti hanno pari potere decisionale. Le scelte si prendono in modo orizzontale, cercando il consenso, e questo richiede tempo e fiducia. Le relazioni, spiega la co-fondatrice, sono paritarie ma non tra uguali: i livelli di esperienza e di responsabilità restano diversi. È una distinzione che il progetto tiene ferma, senza per questo rinunciare alla condivisione delle decisioni.

Numeri e gruppi

Nel primo anno Il Faro ha accolto 13 alunni, tutti di età da scuola primaria. Dal secondo anno si è aperto anche a studenti fino ai 13 anni. La dimensione è volutamente contenuta, tra i 20 e i 25 bambini, per mantenere l'assemblea gestibile. Le classi sono a età mista e l'età non è il criterio principale per definire contenuti o gruppi: i bambini possono unirsi a gruppi più grandi o più piccoli in base agli interessi e alle relazioni.

Come si costruisce il programma

Le attività vengono decise dall'assemblea nel suo insieme, bambini e adulti. Ogni estate i bambini preparano piccoli progetti di ricerca, che presentano a settembre. Le proposte vengono poi raggruppate in quattro macro-temi distribuiti lungo l'anno scolastico. Un esempio è il tema delle erbe medicinali, affrontato da settembre a novembre. I temi vengono esplorati in modo interdisciplinare dai facilitatori, attraversando le diverse aree disciplinari.

La giornata alterna moduli e micro-lezioni mirate: grammatica, spagnolo, filosofia, teatro, musica. Non mancano le attività manuali, come falegnameria e cucito. C'è anche un'ora alla settimana dedicata all'autovalutazione.

Dentro e fuori la città

Il Faro ha sede in uno spazio privato nel centro di Rimini, ma le attività si estendono al quartiere. Le uscite comprendono il parco, la biblioteca e la spiaggia, e c'è una collaborazione con Casa Madiba, un centro sociale autogestito. Le famiglie hanno un ruolo centrale nel sostenere il progetto.

Perché conta

Questa esperienza mette in discussione un'abitudine mentale prima ancora che un modello scolastico: l'idea che chi impara non possa avere voce su come impara. All'Il Faro l'assemblea non è un momento decorativo, è il luogo in cui si decide cosa si studia e come si organizza la giornata. Il prezzo è dichiarato: il consenso richiede tempo e fiducia, e la parità convive con differenze di esperienza e responsabilità che non vengono cancellate.

Vale la pena notare anche il modo in cui il progetto gestisce la propria scala. Il limite di 20-25 bambini non è una rinuncia ma una scelta di tenuta: un'assemblea troppo grande smetterebbe di funzionare come luogo di decisione reale. È un'idea di progresso che non si misura in numeri crescenti, ma nella qualità di ciò che accade dentro uno spazio piccolo e curato. Le informazioni disponibili su Il Faro vengono da una singola intervista giornalistica, senza studi o dati citati: è un racconto, non una valutazione. Resta il fatto che un gruppo di genitori ha costruito, dopo la pandemia, un luogo in cui la domanda "chi decide" viene posta ogni giorno, e la risposta include anche i bambini.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da italiachecambia.org.