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A Parigi, un muro di pietra chiarisce le origini della città

Foto: Alexander Kagan / Unsplash

Scavi nel centro di Parigi hanno riportato alla luce un muro di pietra che potrebbe risolvere il dibattito sulle vere origini della città. Gli archeologi parlano di una scoperta che ridefinisce la conoscenza del passato urbano. Un tassello importante per la storia di una delle capitali europee.

A Parigi, sotto i cortili dell'Hôtel-Dieu, l'ospedale più antico della città, un gruppo di archeologi ha riportato alla luce un muro di pietra e legno che potrebbe chiarire dove sorse Lutetia, l'insediamento gallico da cui ha avuto origine la capitale francese. Gli scavi, condotti da una squadra di archeologi nazionali, hanno fatto emergere strutture abitative antiche, strade e tracce di occupazione medievale. Il ritrovamento risale a febbraio 2026 e si trova nel cuore dell'Île de la Cité, l'isola in mezzo alla Senna.

Il muro e ciò che gli sta intorno

Secondo quanto riportato da Smithsonian Magazine, il muro presenta le caratteristiche tipiche delle fortificazioni galliche: grandi blocchi di pietra e un sistema di travi incrociate. Dietro di esso gli archeologi hanno individuato una piattaforma di sabbia e ghiaia spessa circa due metri. Nelle vicinanze sono stati trovati una punta di lancia gallica, semi carbonizzati e i resti di un edificio in legno bruciato. Le travi sono state datate al carbonio tra il 200 a.C. e il 10 a.C.

Dorothée Chaoui-Derieux, curatrice del patrimonio e responsabile territoriale di Parigi presso il Servizio regionale di archeologia, ha spiegato che l'architettura del muro ha immediatamente richiamato alla mente una struttura di tradizione gallica. La presenza di tracce di incendio e di ceramiche contemporanee all'epoca di Cesare ha rafforzato questa ipotesi, ha aggiunto, aprendo la possibilità che si tratti delle tracce materiali dell'oppidum di Lutetia descritto nel De bello Gallico.

Una questione aperta da secoli

Nel corso delle sue campagne in Gallia, territorio che corrisponde all'attuale Francia e al Belgio, Giulio Cesare annotò con cura gli eventi, compresa la descrizione di una battaglia che molti ritengono sia avvenuta a Parigi. Secondo il racconto del condottiero romano, la tribù celtica dei Parisii aveva costruito un insediamento chiamato Lutetia su un'isola in mezzo a un fiume, la Senna. Cesare pose l'assedio nel 52 a.C., ordinò di bruciare i ponti e di dare alle fiamme l'oppidum, il centro fortificato.

Per lungo tempo si è ritenuto che l'Île de la Cité fosse il sito della Lutetia gallica, ma Cesare non fornì indicazioni precise su dove, lungo il fiume, avesse individuato l'insediamento. Nel tempo sono emersi ritrovamenti archeologici anche in altre zone fuori Parigi, rendendo il quadro più complesso. Stéphane Deschamps, anch'egli del Servizio regionale di archeologia, ha osservato che per secoli la posizione di Lutetia è stata oggetto di dibattito e che oggi, con questo muro e il suo contesto, si potrebbe avere la chiave del mistero.

Un ritrovamento nel cuore della città

Il tratto di muro, conservato in situ con i danni provocati dagli incendi, non potrà restare sul posto a causa dell'ampliamento previsto dell'ospedale. Dopo le ricerche scientifiche e gli studi programmati sul sito, è prevista la realizzazione di un calco, così da poter allestire una ricostruzione destinata in futuro a un museo.

Emmanuel Grégoire, sindaco di Parigi, ha raccontato all'Agence France-Presse la sensazione provata di fronte alla scoperta: trovare quello che è probabilmente l'origine della città di Parigi, ha detto, dà le vertigini. La stessa immagine è stata usata dagli uffici cittadini, che hanno descritto la sensazione di guardare quello che è, in sostanza, il punto zero nel tempo di Parigi, reso più suggestivo dal fatto che porta ancora i segni della conquista di Cesare.

Perché conta

Le città tendono a raccontarsi come se la loro origine fosse un punto fermo, una data scolpita da qualche parte. In realtà, per secoli, l'origine di Parigi è stata una domanda aperta: un testo antico senza coordinate precise, ritrovamenti sparsi in luoghi diversi, ipotesi che si sovrapponevano. Un muro di pietra e legno, una punta di lancia, semi bruciati non aggiungono rumore: aggiungono un tassello verificabile a una discussione che durava da molto tempo.

C'è qualcosa di sobrio nel modo in cui procede questo tipo di conoscenza. Non serve un annuncio eclatante, serve un blocco di pietra con travi incrociate, datato con precisione, letto nel suo contesto. È il lavoro lento di chi scava sotto un ospedale in funzione, tra un cantiere e l'altro, e lascia che siano i materiali a parlare. Il progresso che non fa rumore spesso assomiglia a questo: non cambia ciò che vediamo, cambia il modo in cui guardiamo ciò che c'era già sotto i nostri piedi.


Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da goodnewsnetwork.org.