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A Milano una casa gratuita per le famiglie dei bambini ricoverati

All'ospedale Niguarda di Milano è stata inaugurata una struttura che ospita gratuitamente le famiglie dei piccoli pazienti. L'iniziativa mira a rendere le cure più umane e a sostenere i genitori durante i ricoveri.
All'ospedale Niguarda di Milano è stata inaugurata il 6 ottobre una nuova Casa Ronald McDonald, una struttura che ospita gratuitamente le famiglie dei bambini ricoverati. Si trova al secondo piano dell'Area Nord, si estende su 600 metri quadrati ed è collegata direttamente ai reparti di pediatria e neonatologia. All'inaugurazione hanno partecipato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il direttore generale del Niguarda Alberto Zoli, il presidente di Casa Ronald Nicola Antonacci e la direttrice Maria Chiara Roti, con un'esibizione del musicista Paolo Jannacci.
Come è fatta la casa
La struttura dispone di sette camere con bagno e doccia privati. Comprende due cucine completamente attrezzate, due soggiorni e due lavanderie, spazi pensati per la vita quotidiana di chi vi soggiorna. Ci sono anche due sale multifunzionali per il lavoro agile dei genitori, così che madri e padri possano continuare a lavorare durante il ricovero dei figli, e una sala del silenzio dedicata al riposo e alla riflessione. La vicinanza fisica ai reparti pediatrici e neonatali permette alle famiglie di restare a pochi passi dai piccoli pazienti senza dover affrontare lunghi spostamenti.
Un percorso iniziato nel 2020
La nuova casa nasce dall'ampliamento di un progetto precedente. La Family Room era stata aperta nel dicembre 2020 e da allora ha ospitato oltre 3.000 famiglie, provenienti da altre regioni italiane e dall'estero. I lavori di espansione sono cominciati il 29 gennaio 2025. Il percorso segue l'approccio clinico della Family Centered Care, che prevede il coinvolgimento diretto dei familiari nel processo di cura.
Quando la casa diventa un servizio
Il modello di accoglienza ha mostrato la sua utilità anche in situazioni di emergenza, come nel caso dell'incendio di Crans-Montana. In circostanze simili, disporre di un alloggio gratuito vicino ai reparti alleggerisce per le famiglie il peso logistico ed economico di un ricovero lontano da casa. La possibilità di cucinare, lavare i vestiti e lavorare in spazi dedicati restituisce ai genitori una parvenza di normalità in un momento difficile. E la sala del silenzio riconosce che anche il bisogno di raccoglimento fa parte dell'assistenza.
Prossime aperture
Il progetto non si ferma a Milano. È prevista una futura apertura all'Irccs Carlo Besta, sempre nel capoluogo lombardo, a conferma di una rete che continua a estendersi sul territorio.
Perché conta
Questa notizia parla di un progresso che non fa rumore. Non c'è una scoperta scientifica, non c'è una tecnologia nuova: c'è una casa con sette camere, due cucine e una lavanderia, costruita sopra un'esperienza iniziata cinque anni fa. Il valore sta nella costanza e nella cooperazione tra un ospedale, una regione e un'organizzazione che da anni si occupa di accogliere le famiglie dei bambini malati. È il tipo di intervento che non cambia la medicina, ma cambia il modo in cui la medicina viene vissuta da chi la riceve e da chi la accompagna.
C'è anche un cambio di sguardo. Per molto tempo il paziente è stato considerato un individuo isolato, e la famiglia un elemento esterno da gestire. Oggi si riconosce che un genitore che può restare vicino al proprio figlio, cucinargli qualcosa, dormire a pochi metri dal reparto, affronta il ricovero in modo diverso. La Family Centered Care parte proprio da qui: dal considerare la famiglia parte integrante della cura, non un contorno. Una casa gratuita accanto ai reparti pediatrici è un modo concreto di tradurre questo principio in mattoni e stanze. E il fatto che oltre 3.000 famiglie siano passate da quel primo spazio dal 2020 dice che il bisogno era reale e che la risposta ha funzionato.
Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da greenme.it.