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150 agricoltori ugandesi irrigano i campi con pompe solari durante la siccità

A Mityana, in Uganda, 150 agricoltori hanno usato pompe alimentate dal sole per irrigare caffè, mais e ortaggi anche nei mesi più secchi, evitando perdite di raccolto. Il sistema riduce la dipendenza dalle piogge e dai costi del carburante, mostrando come l'energia solare possa sostenere l'agricoltura di piccola scala.
Nel distretto di Mityana, nell'Uganda centrale, circa 150 agricoltori sono riusciti a evitare la perdita dei raccolti durante la siccità che tra giugno e l'inizio di settembre ha colpito la zona. Lo riferisce la funzionaria locale Annet Namayanja. La chiave è stata l'irrigazione alimentata dal sole, che ha permesso di sostenere caffè, mais e ortaggi anche nei mesi più secchi. Mityana si trova nella regione del Buganda, a circa 73 chilometri a ovest di Kampala, e la siccità ha morso con particolare forza nelle aree di Kikandwa, Butayunja e Ttamu.
Le pompe che non dipendono dal cielo
Il caso di Tonny Tenywa mostra come funziona il passaggio. L'agricoltore è passato all'irrigazione solare a giugno e ha potuto aggiungere cavoli, mais e fagioli alle colture già presenti, irrigando il caffè per tutto l'anno. La superficie lavorata è cresciuta da 7 acri (circa 2,8 ettari) a 9 acri (circa 3,6 ettari). È cambiato anche il lavoro: la manodopera manuale è scesa da dieci a quattro operai. Il sistema solare gli è costato 1,6 milioni di scellini ugandesi.
Non mancano i limiti pratici. Tenywa dispone di soli due punti d'acqua, mentre secondo lui ne servirebbero circa sei. Le riparazioni delle pompe richiedono tecnici privati che arrivano da Kampala, un elemento che pesa sulla gestione ordinaria dell'impianto.
I numeri di Eden Organic Farm
A Nakwaya A, il villaggio dove si trova la Eden Organic Farm, Fred Kagugube ha ampliato la superficie coltivata da 6 acri (circa 2,4 ettari) a 10 acri (circa 4 ettari). Il raccolto di caffè è passato da circa 70 a oltre 100 sacchi per stagione. Ha aggiunto pomodori e banane, anche se i dati sui rendimenti per ettaro non sono definiti con precisione. Le riparazioni, racconta, costano circa 70.000 scellini ugandesi, ma i pezzi di ricambio arrivano da Kampala e i tecnici qualificati sul posto sono pochi.
Gli agricoltori hanno condiviso queste esperienze in una giornata di campo proprio alla Eden Organic Farm, un momento in cui le prove sul campo si confrontano tra chi le vive.
Il programma pubblico e il ruolo del governo
L'Uganda ha un Micro-scale Irrigation Program pensato per i piccoli agricoltori: il governo cofinanzia tra il 25 e il 75 per cento del costo delle attrezzature, mentre il resto è a carico dell'agricoltore. La valutazione distrettuale ha riguardato gli interventi dell'anno finanziario 2022/2023. Nel novembre 2023 gli ispettori hanno controllato tre sistemi di micro-irrigazione e li hanno trovati tutti funzionanti. Uno degli impianti a Kikandwa comprende una pompa solare, pannelli, un serbatoio da 10.000 litri, tubi e irrigatori a pioggia.
Accanto al programma pubblico lavora il progetto DREEM, che porta l'energia rinnovabile distribuita in agricoltura. JEEP e Heifer International Uganda hanno aperto il DREEM Hub Uganda nell'aprile 2025: un centro che mostra pompe solari, essiccatori e una cella di stoccaggio refrigerata. Il sistema di irrigazione del hub immagazzina 10.000 litri e utilizza goccia a goccia e micro-irrigatori. JEEP dichiara di aver sostenuto sei agricoltori modello scelti insieme alle autorità locali. DREEM opera a Mityana, Mpigi e Mukono, con l'obiettivo di espandersi, e punta a ridurre i costi, aumentare la produttività e costruire resilienza climatica. Il hub vuole formare centinaia di agricoltori e studenti di agraria.
Perché conta
Questa storia non parla di una tecnologia spettacolare, ma di come una soluzione semplice — una pompa che funziona senza carburante — cambi il rapporto tra chi coltiva e il clima. Quando la pioggia non arriva, la differenza tra perdere il raccolto e salvarlo sta nella possibilità di avere acqua a disposizione. I numeri di Mityana raccontano questo: superfici coltivate che crescono, raccolti di caffè che aumentano, meno braccia necessarie per lo stesso lavoro.
Resta però un punto aperto, che il materiale mette in evidenza senza nasconderlo: la manutenzione. Pezzi di ricambio e tecnici arrivano da Kampala, e il progetto DREEM offre una garanzia di tre anni, ma dopo serviranno componenti e competenze locali. La sostenibilità di un impianto non si misura solo il giorno dell'installazione, ma negli anni in cui deve continuare a funzionare. È lì che si gioca la differenza tra una soluzione che dura e una che si esaurisce.
Articolo originale della redazione di Good News · WitUp, scritto a partire dalla notizia pubblicata da greenme.it.